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Donne e pilotaggio remoto. Il punto di Isabella Rauti

Di Isabella Rauti
In In Evidenza
14/08/2018
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Il mondo dei droni è una delle più recenti e innovative conquiste tecnologiche e sarà un orizzonte di prospettiva, dagli impieghi e sviluppi molteplici se non infiniti. Ma non è questo, qui e ora, il tema di cui voglio scrivere, sebbene ci sarebbe molto da dire visto che la questione, tra quelle rimaste aperte alla fine della scorsa legislatura, rappresenta uno dei primissimi dossier che la commissione Difesa nuovamente costituitasi e il ministro di competenza dovranno affrontare, nell’ambito del Progetto pluriennale di ammodernamento e rinnovamento predisposto dallo Stato maggiore della Difesa e con il programma P.2HH di Piaggio Aerospace. Ma ne parleremo.

Intanto, ci siamo chiesti quante sono le donne impegnate e operative nel settore, per quanto tale aspetto rappresenti, veramente, il segmento meno noto di una questione – come detto – ancora poco conosciuta ai non addetti ai lavori. Sono meno di una quindicina, infatti, le donne che in Italia hanno conseguito l’abilitazione per pilotare a livello professionale i droni civili, cui si aggiunge il personale femminile dell’Aeronautica militare e dell’Esercito, impegnato nel pilotaggio dei droni militari. Il primo incontro delle donne pilota di Apr (Aeromobili a pilotaggio remoto),
si è svolto a fine maggio del 2015. In particolare, furono il presidente del “Roma drone Expo&Show” e la cofondatrice di ProjectEMS a voler mettere in programma – durante la seconda edizione del Salone aeronautico nazionale sui droni – il primo meeting interamente dedicato alle donne e ai “droni in rosa”, dai piloti militari dei Predator (A+ e B), fino alle piloti civili, nonché alle manager che hanno investito nell’attività imprenditoriale nel settore dei droni, considerato la frontiera del futuro, in termini di sbocchi professionali e crescita lavorativa. Difatti, si sta consumando con ogni evidenza una doppia rivoluzione.

Dall’aeromodellismo dinamico, come hobby e passione amatoriale nel settore del pilotaggio civile, siamo passati, a un livello professionale e di impresa di prospettiva che sta attirando molto anche il mondo femminile. Sul versante militare, l’impegno tecnico e tecnologico non è certamente recente, ma si sta lavorando molto per sviluppare e specializzare il settore dei robot volanti da impiegare in modo multifunzionale nelle missioni di pace. Di conseguenza, è destinato ad aumentare anche il numero delle donne dell’Aeronautica e dell’Esercito che si dedicheranno al pilotaggio remoto dei droni militari.

E se la tendenza ad approcciare la professione di pilota di droni resta ancora prettamente maschile, nel volo civile e militare, è stato previsto un “boom” al femminile nei prossimi anni. E se in Italia sono meno di venti le donne che hanno seguito un corso di operatrici per Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (Sapr) e che hanno conseguito il riconoscimento Enac, le previsioni del mercato della dronotica e del suo indotto vanno nella direzione di un incremento femminile veloce e importante della professione di dronista.

E non resterà limitato neppure il numero delle donne delle Forze armate che verrà impiegato nei velivoli teleguidati, nei mezzi aerei a pilotaggio remoto, sul territorio nazionale ma anche nei teatri operativi (pure non militari) in cui il nostro Paese è impegnato. E mentre aspettiamo il futuro… il pensiero vola a Fiorenza De Bernardi, prima donna pilota di linea nella storia dell’Aviazione italiana e quarta al mondo. Il resto è storia.

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