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Vi spiego la collaborazione tra Italia e Stati Uniti nello spazio. Parla Battiston

Di Stefano Pioppi
In SPACE ECONOMY
01/08/2018
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Dal viaggio di Giuseppe Conte a Washington è arrivata anche un’importante conferma della “forte e consolidata collaborazione” tra Agenzia spaziale italiana (Asi) e Nasa, con lo specifico riferimento ai voli supersonici e suborbitali per cui le ricerche e le tecnologie dei due Paesi “restano tra le prime al mondo”. Per l’industria nazionale si prospettano “opportunità importanti”, che l’agenzia italiana si propone di “rendere accessibili”. Parola del professor Roberto Battiston, presidente dell’Asi, che abbiamo sentito per capire come verrà approfondita tale cooperazione, ribadita con forza alla Casa Bianca dal presidente del Consiglio accanto a Donald Trump.

I SEGNALI DALLA CASA BIANCA

In particolare, è il tema del volo suborbitale ad essere al centro dei rapporti Italia-Usa ormai da un paio d’anni, come è testimoniato dagli accordi firmati tra Altec (partecipata di Thales Alenia Space e Asi) e la Virgin Galactic di Richard Branson, e tra Asi, Enac e la Federal Aviation Administration (Faa). Un paio di settimane fa, la visita di Branson alla Sitael di Mola di Bari è stata accompagnata dalla firma di due accordi di collaborazione, uno tra Altec, Sitael e Virgin Galactic per lo sviluppo dei voli suborbitali, e uno tra Sitael e Virgin Orbit, alla presenza di rappresentanti del governo italiano, della Regione Puglia e dell’ambasciata americana. Poi, la sorpresa alla fine conferenza stampa di Washington, quando il presidente Conte ha annunciato l’obiettivo di “incrementare i rapporti con gli Usa a tutti i livelli, in particolare anche nel campo dei programmi spaziali e aerospaziali”. Su questi aspetti, ha ricordato il premier, “abbiamo già una partnershiptra Agenzia spaziale italiana e Nasa”.

IL COMMENTO DI BATTISTON

Parole importanti, ci ha detto Battiston, che sembrano anche “collegate all’eccellente incontro che c’è stato tra le due agenzie nel corso del recente salone dell’aerospazio di Farnborough, quando ho incontrato Jim Bridenstine”, neo administrator della Nasa. In quel colloquio “è stata analizzata l’intensa collaborazione tra i due Paesi nell’esplorazione spaziale e sul tema del suborbitale come settore di sviluppo tecnologico che coinvolge il settore industriale di entrambi i paesi”. Dalla Casa Bianca è arrivato dunque un nuovo “riferimento alla forte e consolidata collaborazione – ha detto Battiston – per la quale basti ricordare gli accordi tra Asi e Nasa sugli MPLM (i moduli pressurizzati, ndr) che l’Italia ha fornito per la realizzazione della Stazione spaziale internazionale in cambio dell’utilizzo di voli per i nostri astronauti”. Tale accordo “è ancora oggi valido, e ci permette di guardare alle prospettive future”.

IL FOCUS SULLE PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATE

Tra queste, gli Stati Uniti sembrano avere mostrato particolare interesse per l’esperienza che l’Italia sta acquisendo nella nuova economia dello spazio. A Farnborough, ha raccontato il presidente dell’Asi, “Bridenstine ha apprezzato molto la descrizione del Piano nazionale Space economy, di cui il Piano stralcio rappresenta la prima fase di esecuzione, mostrando grande interesse per il sistematico sfruttamento delle partnership pubblico-private (ppp), un tema di assoluta attualità in campo americano”. Non a caso, ha ricordato Battiston, “gli Stati Uniti hanno già privatizzato i servizi di trasporto in orbita bassa, si stanno attrezzando per privatizzare lo sfruttamento della Iss e vogliono ricorrere alle ppp anche per l’esplorazione umana”. Di conseguenza, “vedere un Paese che, con il Piano stralcio e il Piano Space economy in generale, utilizza in modo così sistematico i partenariati pubblico-privati è stato punto di forte convergenza”.

LA COLLABORAZIONE SUL SUBORBITALE

D’altronde, come detto, la collaborazione tra Italia e Stati Uniti è già partita sul piano del suborbitale, un settore per cui l’Italia ha messo in campo un vero e proprio sforzo sistemico (che ha coinvolto oltre all’Asi anche l’Enac e i ministeri di Trasporti e Difesa) per essere all’avanguardia in un comparto dalle tante opportunità commerciali, di ricerca e di accesso allo spazio. Solo pochi mesi fa, l’aeroporto di Taranto Grottaglie è stato individuato quale primo spazioporto italiano, da cui dunque potrà spiccare il volo il velivolo realizzato dalla Virgin Galactic, grazie agli accodi siglati con l’Asi, con Altec e con l’azienda Sitael che puntano alla realizzazione di uno spazioplano tramite la collaborazione tra i settori industriali dei due paesi. “È un tema che vogliamo collegare soprattutto agli investimenti privati, con anche una componente pubblica nella misura in cui sarà coinvolta l’industria nazionale”, ha spiegato Battiston. Si tratta, in altre parole, “di far parte un processo che coniughi l’investimento privato e quello pubblico per lo sviluppo industriale; gli accordi che ha siglato l’Asi sono il primo passo che punta in questa direzione”, ha aggiunto il numero uno dell’agenzia italiana.

VERSO UN VELIVOLO SUPERSONICO

E infatti gli obiettivi spiegati dal premier Conte durante la conferenza stampa a Washington riguardano anche la possibilità di “coniugare la tecnologia americana e quella italiana in modo da poter lanciare quanto prima nuovi aerei che, attraversando l’atmosfera, potranno collegare Italia e Stati Uniti in un’ora e mezza; è un progetto – ha detto il premier – su cui mi piacerà entrare nei dettagli prossimamente con l’amministrazione americana”. C’è già un progetto in campo? “Per ora gli spazioplani di Virgin Galactic (lo SpaceShipTwo ha eseguito pochi giorni fa il terzo test in quattro mesi, ndr) raggiungono la velocità di Mach 2,5-2,7”, ci ha spiegato Battiston. “Se venisse portata a Mach 3-3,5, permetterebbe di raggiungere i 100 chilometri di altezza, la linea di Karman, un altezza ancora non adatta al servizio punto-punto che richiede velocità ancora più elevate, con problematiche relative a rientro e dissipazione termiche dell’energia cinetica dello spazioplano”, ha aggiunto il professore.

NON PARTIAMO DA ZERO

Eppure, “non partiamo da zero”, ha notato Battiston ricordando il progetto IXV: “Nel 2015 l’Italia è stata il Paese guida del primo e unico esempio di navicella di volo suborbitale europeo, la quale ha eseguito un servizio punto-punto partendo dalla Guyana francese e ammarando nel Mar della Cina”. In quel volo, l’IXV “è stato portato in orbita con un Vega (il lanciatore realizzato a Colleferro da Avio, ndr) sganciato, per poi compiere metà della circonferenza terrestre e ammarare agli antipodi dopo poco più di un ora, dopo un rientro in cui ha assorbito lo shock termico dovuto allo smaltimento dell’energia cinetica”, ha rimarcato il presidente dell’Asi. Certo, “l’IXV era un prototipo, non ancora in grado di eseguire il trasporto di passeggeri”. Così, quello di cui ha parlato Conte resta “un progetto di medio-lungo termine, che però parte da tecnologie esistenti, dall’IXV, dall’esperienza di Virgin Galactic e dalla collaborazione tra le nostre agenzia e i nostri sistemi industriali”. In altre parole, ha sintetizzato Battiston, quanto detto dal presidente del Consiglio “nasce da conoscenze, ricerche e sviluppi che pongono i nostri paesi tra i primi al mondo”.

LE OPPORTUNITÀ PER L’INDUSTRIA NAZIONALE

Tutto questo rappresenta “un’opportunità importante per l’industria nazionale del settore aerospaziale, non a caso l’Italia è impegnata in prima fila nel progetto Space Rider (il successore dell’IXV, ndr), il nuovo veicolo di rientro orbitale dell’Agenzia spaziale europea (Esa)”. D’altronde, l’idea di un velivolo supersonico e suborbitale “coniuga l’elemento spaziale con quello aeronautico e l’Italia ha in questi comparti delle competenze manifatturiere di primo rilievo”, ha ribadito il presidente dell’Asi. “Partendo da qui – ha aggiunto – non è impensabile ipotizzare uno sviluppo importante in un settore assolutamente innovativo come quello degli spazioplani suborbitali”. A tal fine, ha assicurato Battiston, “l’Asi si adopererà per rendere tutto questo disponibile e accessibile all’industria nazionale nella misura in cui si svilupperà un interesse nazionale nel settore”.

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