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L’Italia a Farnborough e nel nuovo caccia inglese. Parla Crosetto

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
16/07/2018
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Una presenza di grande livello, con un coordinamento tra industria e governo che resta “fondamentale” e l’obiettivo di partecipare ai grandi programmi internazionali, compreso il nuovo caccia appena annunciato dal Regno Unito. Così, Guido Crosetto, presidente dell’Aiad, commenta la partecipazione italiana al salone di Farnborough, in scena in questi giorni alle porte di Londra con oltre 1.500 espositori del comparto aerospaziale mondiale. Intanto, nella prima giornata della rassegna, i riflettori sono tutti per il nuovo fighter, affidato alla britannica Bae Systems, a Rolls Royce, a Mbda Uk e a Leonardo Uk. Per il velivolo, chiamato “Tempest”, il segretario alla Difesa Gavin Williamson ha annunciato un investimento di 2 miliardi di sterline per lo sviluppo fino al 2025. L’ombra della Brexit che aleggia sul salone porta inevitabilmente a considerare il piano come un’alternativa all’iniziativa già lanciata da Francia e Germania, sebbene il ministro abbia lasciato la porta aperta alla partecipazione di altri partner internazionali.

UNA PRESENZA IMPORTANTE

All’airshow inglese, tra i più celebri al mondo, la Federazione della aziende italiana per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza si presenta in uno stand insieme al ministero della Difesa, nel cuore della zona italiana con tanti cluster e aziende nazionali. Si tratta di “una presenza di grande livello, anche più coordinata rispetto agli anni precedenti”, ci ha detto Crosetto al salone. “Poco alla volta, stiamo riuscendo ad avere un padiglione italiano come fanno altri Paesi”. Un traguardo non privo di difficoltà: “Per noi è stato più difficile, anche perché i cluster, avendo ognuno la propria storia si trovano in posizioni diverse”.

IL SUPPORTO DEL GOVERNO

La condivisione dello stand tra ministero della Difesa e Aiad è un segnale significativo in vista di un pluri-invocato sistema-Paese. Quanto è importante il coordinamento tra le aziende e il governo? “Fondamentale”, ci ha detto Crosetto. “Non esiste industria della Difesa che possa avere una presenza all’estero se non si presenta affiancata da uno Stato”, ha aggiunto. “E nello Stato, per questo settore, l’attore maggiore è il ministero della Difesa, oltre ovviamente al ministero degli Esteri e alla presidenza del Consiglio”, ha rimarcato il presidente dell’Aiad. Insomma, “non esiste una presenza dell’industria della difesa fuori dai confini se non è supportata dal proprio Paese”.

L’ITALIA NEL NUOVO CACCIA INGLESE

Intanto, il salone si è aperto con l’annuncio del nuovo caccia britannico, affidato all’ingese Bae Systems, a Rolls Royce, a Mbda Uk e a Leonardo Uk, società inglese dell’azienda guidata da Alessandro Profumo. Rispetto al sistema da combattimento del futuro (Fcas) già annunciato da Francia e Germania, la proposta del Regno Unito, “potrebbe essere un’alternativa, tutta enfatizzata dalla Brexit”, ha spiegato Crosetto. Per quanto riguarda la presenza di Leonardo, “credo personalmente che l’industria italiana debba guardare tutto, ovvero essere attenta a qualunque possibilità, anche a questa”. In altre parole, “non possiamo rimanere fuori da tutti i consorzi,”, poiché “ormai i futuri prodotti non saranno nazionali; tranne per pochi Paesi al mondo; nessuno è in grado di costruire prodotti nuovi se non attraverso consorzi”. Così, ha sottolineato il presidente della Federazione nazionale del comparto, “l’Italia, come d’altronde la Francia e la Germania, ha bisogno di far parte di squadre più ampie per sviluppare prodotti come i caccia di nuova generazione”.

LA PRESENZA ITALIANA

Al salone di Farnborough oltre ai tanti cluster regionali, ci sono tutte le grandi aziende italiane, a partire dal campione nazionale Leonardo, che esibisce per la prima vola il velivolo da pattugliamento marittimo P-72A dell’Aeronautica militare, schierato insieme a tanti velivolo come l’elicottero AW101 dell’Air Force norvegese in configurazione ricerca e soccorso (Sar) o l’elicottero unmanned AWHero con funzioni di intelligence e riconoscimento. C’è Elettronica, l’azienda guidata da Enzo Benigni, che nei prossimi giorni, insieme alla spagnola Indra, presenterà l’EuroDirqm, la prima contromisura di guerra elettronica europea basata su laser a caduta quantica. C’è Mbda, joint venture europea leader nel settore missilistico, di cui Leonardo controlla il 25%. C’è ALA, la società con base a Napoli guidata da Gennaro Di Capua e specializzata in servizi per l’industria del comparto. C’è Avio Aero, l’azienda guidata da Riccardo Procacci di proprietà dell’americana GE Aviation. Ci sono Piaggio Aerospace (che ha portato il P.180 Avanti Evo e il drone P.1HH) e la campana Dema. C’è Air Italy, che esibisce il 737 Max 8 appena consegnato da Boeing. C’è l’Agenzia spaziale italiana (Asi) con un proprio stand nella zona dedicata allo spazio. Insomma, al salone che va in scena all’ombra della Brexit, l’Italia c’è.

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