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SpaceX e Boeing, il futuro dello spazio spiegato da Charles Bolden (Nasa)

Di Michele Pierri
In In Evidenza
08/10/2014
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Tra 20 anni l’uomo potrebbe arrivare su Marte, realizzando uno dei sogni più vecchi nell’esplorazione del cosmo e aprendo la strada a nuove, entusiasmanti sfide. A crederlo è il numero 1 della Nasa, Charles Bolden, intervenuto due giorni fa a Roma in un evento organizzato da Asi, Ambasciata Usa in Italia, Nasa e Camera di Commercio capitolina.

La scelta della Nasa di puntare su SpaceX e Boeing come partner commerciali per ripristinare le capacità di volo degli astronauti dagli Usa alla Stazione Spaziale Internazionale è l’inizio di una maggiore presenza privata nel settore spaziale?

Sì, credo che sia solo l’inizio. Le compagnie che ha citato costruiranno dei veicoli per equipaggi, ma altre aziende arriveranno e nel corso del tempo renderanno sempre più accessibile lo spazio, la sua conoscenza profonda e dunque i lati positivi per la popolazione mondiale.

L’India ha lanciato con successo la navicella Mangalyann nell’orbita di Marte, per di più con un budget di soli 55 milioni di euro. Quali prospettive apre nel settore una notizia come questa?

Noi collaboriamo con l’India e lo stiamo facendo anche in questa missione. La competizione, quando è positiva, è uno straordinario sprone per migliorarsi e raggiungere risultati che andranno a beneficio di tutti.

Prima di dirigere la Nasa, è stato più volte nello spazio. Che consigli dà alla nostra prima donna astronauta, Samantha Cristoforetti?

Nessuno, semplicemente di rilassarsi e godersi un’esperienza straordinaria per un’infinità di ragioni. In primo luogo perché ci consente di migliorare il mondo in cui viviamo.

A che punto è la collaborazione tra la Nasa e l’Agenzia spaziale italiana?

Con l’Italia collaboriamo con soddisfazione a moltissimi progetti, basti guardare a tutto ciò che c’è sulla Iss. I moduli MPLM (Mini pressurized Logistic Module, ndr) sono realizzati dal vostro Paese; l’Italia svolge un ruolo primario nella costruzione dell’Automated Transfer Vehicle e dell’Automated cargo spacecraft; è parte del team che sta producendo il service module della capsula Orion. Ma gli esempi potrebbero essere tanti. Credo che la collaborazione tra Nasa e Asi continuerà ancora a lungo in futuro. Inoltre voi il prossimo anno ospiterete l’Expo, dedicato a come nutrire il Pianeta. Molti dati che saranno usati durante l’Esposizione di Milano provengono dai satelliti della Nasa e dei suoi partner, tra i quali l’Asi.

Dopo la Luna e l’invio della sonda Curiosity su Marte, il prossimo passo è lo sbarco sul Pianeta Rosso. Quando crede che avverrà?

Come sa abbiamo da poco approvato la fase di sviluppo del razzo Sls, il launch space system (il vettore del programma di trasporto di esseri umani dalla Terra a Marte che sarà sviluppato da Boeing, che ha firmato con la Nasa un contratto per 2,8 miliardi di dollari, ndr). Contiamo di compiere il primo viaggio nel 2030, ma potremo farlo solo con il sostegno di tutti i 22 Paesi che collaborano al progetto, compresa l’Italia.

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