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Leonardo verso il rilancio. Le parole dell’ad Alessandro Profumo agli azionisti

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
15/05/2018
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La nuova fase di Leonardo è già iniziata. Nonostante l’insoddisfazione per il titolo, il Piano industriale è coraggioso e il 2018 sarà l’anno del consolidamento, con attenzione ad elicotteri e progetto di difesa europea. Parola dell’amministratore delegato Alessandro Profumo, intervenuto questa mattina all’assemblea degli azionisti dell’azienda di piazza Monte Grappa, chiamata ad approvare il bilancio 2017 e un dividendo pari a 0,14% per azione.

GLI OBIETTIVI

“L’obiettivo del Piano industriale che abbiamo presentato lo scorso gennaio resta la crescita sostenibile nel lungo periodo”, ha ricordato Profumo. Per il periodo 2018-2020, l’azienda punta ad arrivare “ad acquisire 70 miliardi di ordini cumulati, e il 25% dovrà essere per attività di supporto e servizi ai clienti, che oggi è intorno al 20%”, ha spiegato l’ad, pur notando come il Piano non sia ben accolto dai mercati ed esprimendo la propria insoddisfazione per la riduzione del valore del titolo in borsa sia a novembre (quando furono riviste al ribasso le guidance per il 2018), sia a gennaio, quando il progetto fu presentato. Altro obiettivo è incrementare le “attività di ricerca e sviluppo”, a cui attualmente viene destinato il 13% dei ricavi (di cui il 60% in upgrade di prodotti esistenti). Tutto questo passa attraverso “il completamento di Leonardo 2.0, l’esecuzione di un progetto partito a inizio 2016 per Leonardo società unica”.

I PRESUPPOSTI PER IL RILANCIO

I presupposti per il rilancio ci sono. A marzo, come evidenziato dall’ad, è stato siglato il contratto per 28 elicotteri militari NH90, per un valore di oltre 3 miliardi di cui “Leonardo avrà uno share sopra al 40%; e questo è qualcosa di unico dal nostro punto di vista”. La commessa dal Qatar, che vedrà le consegne dal 2022 al 2025, “rappresenta storicamente il più grande contratto sottoscritto dalla Divisione Elicotteri”, proprio quella che ha sofferto di più negli ultimi tempi. In questo senso, il fronte elicotteristico, “è e sarà l’asse portante dell’azienda”. I problemi operativi riscontrati nel 2017 “sono stati in larga parte risolti”, ha spiegato Profumo, ricordando i segnali positivi arrivati la scorsa settimana dalla prima trimestrale 2018, che ha visto la crescita dei ricavi (del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2017) sostenuta proprio dagli elicotteri.

LO SCENARIO INTERNAZIONALE

A sostenere gli auspici dell’ad c’è uno scenario internazionale in profonda evoluzione. “Le dinamiche geopolitiche portano a una crescita sempre più rilevante della domanda di difesa e sicurezza, la quale ha un impatto sulle nostre prospettive di business”, ha spiegato Profumo. I mercati domestici (Italia, Regno Unito, Polonia e Stati Uniti) restano stabili, mentre nel nostro Paese si assiste a “una crescita trainata dal Pil e dalla piccolissima crescita della spesa per la difesa in termini percentuali rispetto al prodotto interno lordo”. Sui mercati internazionali, Leonardo resta “tra le prime dieci società al mondo del settore aerospazio, sicurezza e difesa”, con “un portafoglio di prodotti più diversificato rispetto ai nostri pari, elemento che può essere punto di forza ma anche di difficoltà”, ha affermato l’ad. L’intenzione è, prima di tutto, rafforzare “le aree di chiara leadership: addestratori, elicotteri civili, radar e sensori, e cannoni navali”. E per potenziare il posizionamento nei mercati non domestici, è da poco stata annunciata Leonardo International: “Una singola ed unica entità legale in ciascun Paese – spiegava l’azienda – in grado di rappresentare l’offerta Leonardo, promuovere sul territorio le opportune intese con società terze, supportare il cliente lungo l’intero ciclo di vita dei programmi e sviluppare il business di Leonardo a livello globale”. Inoltre, “nei prossimi dieci anni apriremo dieci nuovi uffici per essere presenti nelle aeree del mondo in cui si concentra il flusso della domanda”, ha rimarcato Profumo ricordando la nomina, lo scorso settembre, di Lorenzo Mariani quale chief commercial officer. Nel Piano industriale, ha aggiunto il manager, si prevede il lancio di “70 campagne strategiche per 20 miliardi nei prossimi 5 anni, sulle quali prevediamo di avere un tasso di successo pari al 30%”.

IL CONTESTO EUROPEO

C’è poi il grande interesse per la difesa europea, un progetto che sta diventando rapidamente realtà. Il Quadro finanziario pluriennale (Mff) proposto di recente dalla Commissione europea prevede di destinare 13 miliardi di euro al Fondo europeo per la difesa (Edf), risorse importanti, da cui il campione italiano non vuole restare fuori, forte anche della guida del primo progetto finanziato dall’Azione preparatoria nel campo della ricerca (Padr): Ocean 2020, pari a 35 milioni di euro. “Seguiamo con grande attenzione l’importante progetto europeo”, ha detto Profumo. Nel settore aeronautico, “vogliamo mantenere un ruolo chiave nella cooperazione militare europea, che sia il fighter o che sia l’unmanned”, ha aggiunto il manager riferendosi ai recenti annunci arrivati al salone ILA di Berlino relativi al caccia franco-tedesco e all’Eurodrone. Se nel primo Leonardo attualmente non è coinvolta, per il secondo l’azienda italiana partecipa sin dall’inizio, un impegno ribadito qualche settimana fa in Germania con la presentazione del primo modello del velivolo.

L’EFFETTO DEL CONTESTO POLITICO

Intanto, questa mattina, il manager ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, inevitabilmente concentrata sull’incerto contesto politico italiano. “Siamo in una fase di transizione – ha spiegato Profumo – secondo il nostro sistema elettorale nessuno ha vinto. Ma i principali partiti che nella campagna elettorale avevano posizioni un po’ contro adesso sono obbligati a istituzionalizzarsi; sono usciti dalla fase di protesta”. L’ad si è detto dunque “ottimista” sul ritorno alla stabilità, escludendo possibili effetti della situazione politica su Leonardo: “Non vedo preoccupazioni neanche più a lungo termine considerando che le attuali grandi campagne internazionali sono a guida italiana”. Quanto al rischio di una deriva populista, “mi sembra difficile per essere sincero; l’italia è molto radicata nel sistema europeo”.

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