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In punta di anfibi

Di Isabella Rauti
In Columnist
18/04/2018
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La Croce rossa oltre gli stendardi

Nei conflitti armati devono essere garantiti i diritti fondamentali, la dignità della persona e un trattamento umano agli individui che restano feriti o che non prendono parte al conflitto, ma possono restarne coinvolti. Il concetto di jus in bello si è evoluto fino a declinarsi come diritto umanitario internazionale, con disposizioni giuridiche, convenzionali o consuetudinarie. E se il diritto bellico o dell’Aja stabilisce diritti e doveri nei combattimenti e nelle operazioni militari, il diritto umanitario o di Ginevra tutela i militari fuori combattimento e le persone che non partecipano alle ostilità.

Il “braccio operativo” nell’attuazione dei suoi principi, sanciti dalla prima convenzione di Ginevra (1864), è la Croce Rossa, le cui origini risalgono al Risorgimento italiano e, segnatamente, alla Seconda guerra d’indipendenza e alla battaglia di Solferino (24 giugno 1859) tra l’Esercito austriaco e le truppe franco-piemontesi. In quello scontro, la popolazione di Castiglione delle Stiviere e in particolare le donne, si organizzarono in gruppi volontari di soccorso sui campi di combattimento, curando decine di migliaia di feriti. Il resto è storia! L’origine della prima organizzazione umanitaria internazionale e l’idea della Croce Rossa – attribuita allo svizzero Henry Dunant, spettatore
della battaglia di Solferino e testimone delle azioni di soccorso volontario – come movimento di assistenza permanente e di soccorso neutrale per i feriti di tutte le guerre, è ricostruita e raccontata nel Museo internazionale della Croce Rossa, ospitato nel settecentesco palazzo nobiliare Triulzi-Longhi di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.

Il museo espone interessanti testimonianze dell’attività di soccorso, documenti, immagini, attrezzature chirurgiche da campo e strumentazioni d’epoca. Con circa 100 milioni di volontari, soci e sostenitori e, nel 2017, con 191 nazioni aderenti, la Croce Rossa è oggi la più grande associazione umanitaria internazionale, impegnata nel soccorso e nell’assistenza in scenari di conflitto, nelle situazioni di emergenza prodotte da calamità naturali, dalla povertà, malattie ed epidemie; nonché nelle situazioni di normalità, portando aiuto ad anziani e ammalati e diffondendo principi di educazione e prevenzione sanitaria. Nell’osservanza dei valori di imparzialità, umanità, neutralità e universalità, la Croce Rossa è riconosciuta nel mondo e il suo simbolo (una croce rossa su fondo bianco) può attraversare le frontiere. Per l’ingresso nei Paesi musulmani è stato autorizzato dal 1929 il simbolo della mezzaluna rossa e, nel 2006, per evitare ogni possibile fraintendimento politico-religioso, è stato aggiunto il simbolo del cristallo rosso.

Il Museo internazionale della Croce Rossa colpisce perché racconta la storia della solidarietà umana e delle espressioni più concrete del sentimento di fratellanza universale. Il percorso espositivo che accompagna il visitatore quasi per mano trasmette quel passaggio fondamentale dal pietismo compassionevole ed eroico al diritto umanitario internazionale codificato e riconosciuto. Le sale espositive sono organizzate secondo un percorso cronologico (dalla nascita della Croce Rossa fino a oggi), ma anche tematico, secondo i principi della più moderna didattica museale sull’apprendimento e con strumenti scenografici di grande efficacia dimostrativa e di suggestione emotiva. Ogni anno, nell’ultima settimana di giugno, una fiaccolata da Solferino a Castiglione delle Stiviere festeggia la nascita di un’idea e ricorda al mondo l’impegno della Croce Rossa mentre continua a raccontare la storia di quel gruppo di donne – le prime infermiere volontarie, antesignane delle “crocerossine” – che, vincendo diffidenze di mariti, padri e fratelli, e sfidando pudori e pregiudizi, si presero cura dei feriti oltre gli stendardi e le divise-

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