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In Puglia la prima Rete aeroportuale italiana

Di Redazione
In In Evidenza
03/04/2018
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La prima Rete aeroportuale italiana è quella pugliese, costituita dagli scali di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto. La nuova realtà è stata designata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e da quello dell’Economia e delle finanza con decreto interministeriale n. 6 dello scorso 18 gennaio. Si tratta della prima Rete aeroportuale che recepisce quanto disposto dalla direttiva dell’Ue 2009/12 e dalla legge 27/2017 e che risponde al Piano nazionale degli aeroporti, il quale prevede “…l’incentivazione alla costituzione di reti o sistemi aeroportuali, che si ritiene possano costituire la chiave di volta per superare situazioni di inefficienza, ridurre i costi e consentire una crescita integrata degli aeroporti, con possibili specializzazioni degli stessi…”.

Per gli aeroporti pugliesi si tratta di “un riconoscimento di grande importanza per gli aeroporti pugliesi e per il quale va sottolineato il prezioso supporto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, e in particolare del ministro Graziano Delrio, del ministero dell’Economia e delle Finanze, e del direttore generale dell’Enac, Alessio Quaranta“, si legge nella nota della Regione Puglia. Come ha spiegato il suo presidente, Michele Emiliano, “il riconoscimento è arrivato con un decreto interministeriale che ci consentirà di difendere e aumentare gli investimenti anche sugli aeroporti con minore traffico passeggeri, come quelli di Foggia e Grottaglie, utilizzando le maggiori entrate sugli aeroporti di Bari e di Brindisi per sostenere i costi anche degli altri due scali”. Tutto questo, ha aggiunto il governatore, “in vista dell’allungamento della pista di Foggia per consentirne la destinazione a base della Protezione civile e nella speranza che sia Foggia che Grottaglie siano oggetto di interesse da parte di compagnie private, anche se possibile con qualche sostegno da parte della Regione Puglia”.

“Se fino a ieri ogni anno era in discussione il declassamento di qualcuno di questi aeroporti e c’era il rischio che l’Enac o il ministero ci chiedessero di valutarne la superfluità – ha rimarcato Emiliano – oggi entrando nella rete, sono tutti e quattro validamente al servizio delle esigenze produttive e turistiche della Puglia, che è la prima regione italiana ad ottenere questo prestigioso riconoscimento”. Con questo sistema, ha ribadito il presidente della Regione Puglia, “potremo utilizzare i guadagni di Bari e di Brindisi per Foggia e Taranto, senza incorrere in eccezioni o contestazioni da parte del ministero. Questo rafforza la rete e impedisce che qualcuno ci costringa a chiudere gli aeroporti meno trafficati, mettendoli tutti in sicurezza”.

Per il presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti, “gli aeroporti sono infrastrutture essenziali per lo sviluppo non solo economico per la nostra Regione. L’armonizzazione e l’integrazione in Rete dei quattro scali determina la sostenibilità nel medio-lungo periodo anche degli scali minori (Foggia e Taranto Grottaglie), nell’ottica della salvaguardia del patrimonio pubblico statale e regionale, della “riserva di capacità” aeroportuale, in considerazione delle previsioni di incremento del traffico nel medio-lungo periodo definite nel Piano nazionale degli aeroporti e del miglioramento dell’accessibilità territoriale della Puglia. I positivi effetti sui singoli aeroporti, sulla Rete nel suo complesso, e quindi su passeggeri e compagnie aeree, sono evidenziati dall’effetto virtuoso della dinamica tariffaria, con un beneficio economico per l’utenza che si rifletterà nel miglioramento dei livelli di servizio, peraltro già apprezzati da importanti e prestigiose pubblicazioni anche di livello internazionale”.

La designazione consentirà infatti all’Autorità di regolazione dei trasporti di valutare l’applicazione di un sistema di tariffazione comune per l’intera rete. Ciò dovrebbe potrà favorire una riduzione degli oneri a carico dell’utenza e di migliorare la competitività degli aeroporti che la compongono attraverso l’integrazione, la razionalizzazione e la specializzazione degli stessi. Gli effetti derivanti dall’applicazione del decreto dovrebbero così apportare una razionalizzazione dei costi, alla quale si perverrà attraverso “un percorso trasparente di coinvolgimento e di consultazione con i Vettori, i consumatori e le rispettive associazioni di categoria”.

(In foto, da sinistra: Beatrice Lucrella e Antonio Vasile, consigliere di amministrazione e vice presidente AdP, il presidente Emiliano, il presidente Onesti e Marco Franchini, Direttore Generale AdP)

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