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20 Marzo

Di Redazione
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09/03/2018
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IL DIRIGIBILE ITALIA TRA EPICA E TRAGEDIA

Si svolgerà alla Casa dell’Aviatore l’evento organizzato dal Cesma e intitolato “Il dirigibile Italia tra epica e tragedia. Considerazioni e nuovi approcci 90 anni dopo”. Il relatore sarà Claudio Sicolo, autore di Le onde smarrite della Tenda Rossa (2017) e Il dirigibile “Italia”. La sfida della radio al Polo Nord (2018), mentre la contro-relazione sarà affidata a Gregory Alegi, giornalista e storico, membro del comitato strategico di Airpress. Modererà il dibattito il generale Basilio Di Martino.

“Tanto noto quanto sfortunato, nel 1928 il disastro polare dell’aeronave N.4 chiuse l’era del dirigibile in Italia
e distrusse la reputazione di Umberto Nobile, a un tempo progettista, costruttore e comandante dell’aeronave”, ricorda il Cesma. “Nel disastro del 25 maggio, durante il terzo volo di una spedizione scientifica a carattere privato, persero la vita sette persone, alle quali si devono aggiungere altre vittime tra i soccorritori. La commissione d’inchiesta voluta da Mussolini, composta in larga misura da ufficiali di marina ed esploratori, iniziò i lavori il 12 novembre 1928. Il rapporto finale del 27 febbraio 1929 lodò Nobile come progettista ma espresse dubbi sulla sua capacità di pilotaggio («ottenne, in seguito a numerose sue insistenze, di essere abilitato al pilotaggio dei dirigibili con semplice brevetto di collaudatore») e lo censurò duramente («il suo contegno nella fase precedente l’organizzazione della spedizione polare appare poco leale … venne meno ai suoi doveri e al suo decoro di Generale e di Comandante»). Nobile si dimise pochi giorni dopo”.

“Benché riabilitato dopo la Seconda Guerra Mondiale – prosegue il Centro – Nobile continuò a lottare per difendere il proprio operato, attraverso una lunga serie di libri che superarono solo in parte i dubbi sollevati dalla Commissione, lasciando l’opinione pubblica spaccata in due. Confrontando le versioni memorialistiche con la copiosa documentazione archivistica, Sicolo ripercorre gli aspetti organizzativi (in gran parte legati alle modalità di finanziamento dell’impresa) e quelli relativi alle comunicazioni radio (a onde corte, per rispondere ad esigenze della Marina, mentre due anni prima l’Aeronautica aveva imposto le più affidabili onde medio-lunghe). Si giunge così a una diversa lettura delle cause del disastro”.

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