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Ecco come Leonardo DRS aiuterà la Nasa a studiare i venti di Marte

Di Redazione
In SPACE ECONOMY
02/03/2018
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Sarà la controllata statunitense di Leonardo, DRS, ad aiutare la Nasa a studiare i venti di Marte e di tanti altri corpi celesti.

L’azienda, leader nella fornitura di prodotti ad alta tecnologia per clienti militari e civili, contribuirà al Marli, lo strumento che l’agenzia spaziale americana utilizzerà per il primo studio tramite tecnologia Lidar (telerilevamento a mezzo laser per la misurazione delle distanze) dei venti sul Pianeta rosso, il tutto dall’orbita marziana. Il compito di Marli, infatti, sarà misurare la distribuzione degli aerosol atmosferici, cioè delle particelle liquide o solide presenti nell’atmosfera di Marte, al fine di comprendere la velocità dei venti. Lo stesso sistema potrebbe in realtà essere utilizzato per altri copri celesti, compresa la Terra. Nei progetti della Nasa c’è però Titano, la più grande delle lune di Saturno che da sempre richiama l’attenzione degli addetti ai lavori per via della difficoltà di osservazione della sua superficie, superata solo grazie alla missione Cassini-Huygens.

Nel progetto Marli, la controllata del campione italiano dell’aerospazio e difesa contribuisce in particolare alla tecnologia dei rilevatori. Leonardo DRS ha contribuito in questo senso lavorando insieme allo scienziato del Goddard Space Flight Center della Nasa Xiaoli Sun. Il lavoro si concentra nello stabilimento di Dallas, lo stesso che produce sensoristica a infrarossi per tutta una serie di applicazioni, civili e militari. Come spiega il Goddard in un recente report, il rilevatore per il Marli (che ha le dimensioni di un seme di sesamo) è la prima tecnologia di conteggio dei fotoni sintonizzata sulla banda di lunghezza d’onda del medio infrarosso. Tali caratteristiche gli permetteranno di essere impiegato per altri usi, compreso lo studio dell’anidride carbonica e del metano nell’atmosfera terrestre.

Attualmente, il team è a lavoro su un modello sperimentale e dimostrativo, ma già si percepisce l’entusiasmo per una tecnologia che potrebbe davvero dimostrarsi rivoluzionaria per lo studio degli altri corpi celesti. “Marli è straordinariamente capace di rispondere a tutta una serie di domande scientifiche attraverso un singolo strumento”, ha detto Jim Abshire, esperto di telerilevamento del Goddard. “Ciò – ha aggiunto – ci permetterà di capire meglio quello che succede nell’atmosfera, incluso il trasporto di particelle di polvere e ghiaccio o la genesi delle tempeste di sabbia”. Ad ora, ha spiegato Abshire, “queste domande basilari restano senza risposta”.

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