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Sitael, Thales Alenia Space, Leonardo e Airbus in campo per i mini satelliti. L’iniziativa Platino dell’Asi

Di Stefano Pioppi
In SPACE ECONOMY
26/02/2018
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Dall’esplorazione dello spazio profondo, a missioni d’emergenza. Dalla sicurezza, alla prevenzione ambientale. Il tutto con tecnologie allo stato dell’arte, con costi e tempi ridotti. Sono questi gli obiettivi del programma Platino (mini piattaforma spaziale ad alta tecnologia) ideato per permettere all’Italia di conquistare un segmento tra quelli a maggiore sviluppo su scala mondiale: quello dei mini satelliti.

UN ASSET DEL SISTEMA-PAESE

La realizzazione di Platino è stata affidata a Sitael, azienda del gruppo pugliese Angelo Investments (la holding guidata da Vito Pertosa) che insieme a ​Thales Alenia Space, Leonardo e Space Engineering (controllata di Airbus), ​è ​risultata​ vincitrice della procedura competitiva ​promossa​ dall’A​genzia spaziale italiana. L’iniziativa nasce nel 2015 ​quando la Cabina di ​regia ​spazio ​insediata presso Palazzo Chigi arrivò a considerare strategica la capacità di realizzare infrastrutture spaziali basate su mini satelliti. Ne è seguita l’azione dell’Asi, che ha guidato il primo studio di pre-fattibilità con la partecipazione del personale del Cira e dell’Esa (l’Agenzia spaziale europea). Considerando la spinta politica, il ruolo dell’Asi e dei centri di ricerca, e la componente industriale, Platino, seppur nella sua primissima fase, può già essere ritenuto un grande risultato del sistema-Paese. Ciò è incoraggiante alla luce dell’attuazione della legge sulla governance spaziale, nata proprio per l’esigenza di mettere a sistema la best practice della cabina di ​regia.

LE MISSIONI DI PLATINO

La sfida è significativa, e urgente. Il mercato dei mini satelliti (di massa compresa tra 100 e 500 Kg) è quello a più rapida espansione, con un time to market sempre più corto e costi sempre più competitivi. L’Italia ha per questo puntato su Platino, affinché assicuri flessibilità operativa e migliore capacità di intervento in una molteplicità di settori rilevanti: gestione ambientale, gestione e prevenzione delle emergenze, sicurezza, ecc. In realtà, la piattaforma è pensata per poter svolgere tutte le missioni “Earth based” in orbita bassa, dall’osservazione radar a quella ottica, dalle telecomunicazioni all’intelligence elettronica. Con massa totale pari a 200 Kg, Platino potrà trasportare payload di 80 Kg per missioni oggi riservate alla classe media (fino ai 1.000 Kg), con evidenti risparmi.

L’INTEGRAZIONE NELL’ARCHITETTURA ESISTENTE

Tutto questo andrebbe inoltre a integrarsi nell’architettura spaziale, nazionale ed europea, già a disposizione o in via di sviluppo. Platino potrebbe ad esempio essere lanciata con il vettore leggero Vega, il gioiello realizzato da Avio, un’altra eccellenza nazionale. Potrebbe integrare (anche in situazioni di urgenza) costellazioni esistenti come il sistema italiano duale di osservazione della Terra, Cosmo-SkyMed, o come i sistemi europei (Galileo, Copernicus e GovSatCom). Potrebbe inoltre essere utilizzata per i satelliti ottici iperspettrali ancora in fase di realizzazione (Prisma e Shalom). Insomma, un’unica piattaforma per un ampio range di missioni che potrebbe davvero rivoluzionare il modo di approcciare la bassa orbita terrestre, con riduzione di costi e di tempi. Inoltre quello dei piccoli satelliti è guardato con interesse anche dai militari. Non è un caso che il generale John Hyten, capo del comando strategico americano, abbia detto recentemente in un’intervista di non voler supportare lo sviluppo di grossi e succosi target (grandi satelliti), ma di preferire meno costose costellazioni formate da piccoli satelliti, più difficili da colpire e più facili da rimpiazzare.

LA TABELLA DI MARCIA

La fase di realizzazione della piattaforma vedrà uno sviluppo attraverso due missioni prototipali, denominate PLT 1 e PLT 2, da lanciare rispettivamente entro tre e cinque anni, entrambe accompagnata da una solida roadmap di sviluppi tecnologici. Così, il primo satellite PLT 1 sarà lanciato nella seconda metà del 2020, mentre il primo PLT 2 (che sarà la piattaforma Platino nella sua configurazione standard nominale) sarà lanciato entro il 2022.

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