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Non solo la ISS, Trump vuole privatizzare anche gli aeroporti federali

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
13/02/2018
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Dopo la proposta di voler privatizzare la parte americana della Stazione Spaziale Internazionale, il presidente americano Donald Trump spera (le opposizioni sono tuttavia molto forti) di cedere anche altri asset, tra cui gli aeroporti di Washington, Dulles e Ronald Reagan, attualmente posseduti dal dipartimento federale dei trasporti (DoT) e la cui gestione è stata affidata in leasing alla Metropolitan Washington Airports Authority (MWAA) fino al 2067. Il piano infrastrutturale dell’amministrazione Trump presentato al Congresso darebbe mandato alle agenzie governative di cedere alcuni beni, tra cui gli aeroporti, che sarebbero “meglio gestiti da entità statali, locali o private”.

Il piano di bilancio targato Donald Trump vede una proposta di budget da 4,4 trilioni di dollari per il 2019, che include tagli ad alcune agenzie federali, un aumento dei fondi alle Forze Armate e 18 miliardi di dollari per la costruzione del muro al confine con il Messico. La proposta include inoltre fondi per il piano infrastrutture, con 200 miliardi di dollari per strade, autostrade, porti e aeroporti, stimolando investimenti per 1.500 miliardi di dollari tra autorità locali e privati. Il bilancio prevede poi 8,5 miliardi di dollari per le cure mediche dei veterani e altri programmi per militari in pensione, mentre il Pentagono riceverebbe 74 miliardi di dollari in più del suo budget (+14%).

Il governo federale, si sottolinea, fornisce scarso supporto finanziario agli aeroporti nazionali. Il budget di MWAA per il 2018 prevede infatti 35 milioni di dollari, di cui più di 33 milioni stanziati per progetti di capitale per entrambi gli scali di Washington, mentre a livello complessivo gli stanziamenti arrivano a 702 milioni di dollari. Accanto a questo, il piano infrastrutturale contempla prestiti a basso interesse per incentivare le concessioni private.  Nessun commento al momento da parte dei principali operatori United Airlines e American Airlines.

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