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Food for flight

Di Gregory Alegi
In Columnist
09/02/2018
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Carpe bombam

 

L’Ucraina è sempre grande e piatta. In autunno è anche fangosa, tanto da paralizzare le operazioni militari e rallentare ogni movimento. Se, come diceva Napoleone, l’esercito marcia sullo stomaco, il peggior nemico di un esercito moderno è la mancanza di carburante, lubrificante e munizioni. Tanto più si è moderni, tanto più si è vulnerabili all’interruzione del cordone ombelicale che collega la prima linea, che combatte e muore, alle retrovie logistiche, dove non si corre alcun rischio e i più abili vivono anche bene.

Il fronte russo non faceva eccezione, meno che mai in quello scorcio di ottobre del 1943. Il III Staffel dello Stuka Geschwader 2 (St.G. 2) era schierato vicino la strada per Apostolovo. Decollando da Bolsciaja Costromka, i grossi monomotori Junkers Ju.87 decollavano per attaccare le truppe russe che da pochi giorni avevano attraversato il Dniepr e premevano sulle linee tedesche già arretrate dopo la batosta di Kursk. Una missione dopo l’altra, una bomba dopo l’altra, un carro sovietico dopo l’altro, senza un attimo di tregua per lo staffelkapitän Hans-Ulrich Rudel e i suoi piloti. Sul fronte orientale il ritmo era intenso e, con un po’ di fortuna, si potevano velocemente accumulare missioni e decorazioni, una dopo l’altra.

Se non fosse che la pioggia tramutava tutto in fango, comprese le strade lungo le quali correvano i rifornimenti. Capitava così che su entrambe le rive del grande fiume i soldati – un po’ per distrarsi, un po’ per necessità – si trasformassero in pescatori di frodo, utilizzando le bombe a mano di cui erano generosamente equipaggiati, sia pure per scopi assai diversi. Il viavai, che i comandi tolleravano per mille motivi, non sfuggì a Rudel, che da bravo aviatore pensò subito di rendere più efficiente l’attività. “Prendete un camion e andate lungo la sponda del Dniepr a cercarvi un tratto tranquillo”, ordinò Rudel a un gruppo di avieri. “State attenti ai russi, guardate sempre in alto, e siate pronti a intervenire subito”. Mezz’ora dopo, gli sbigottiti tedeschi videro tuffarsi verso di loro uno Stuka dal quale si staccava un puntino nero. “Il comandante deve essere impazzito”, pensò qualcuno, gettandosi istintivamente a terra. Un istante dopo, si sollevò una grande colonna d’acqua e pesci. Carpe, storioni e ogni altro genere di pesce come se piovesse che gli avieri si affrettarono a raccogliere con ogni mezzo.

“Avete visto? Mezzo quintale di SC50, molti quintali di pesce…”, sorrise Rudel quando il camion rientrò alla base. “Problema rifornimenti risolto!”.

CARPA ALLA RUSSA

Ingredienti (per 4 persone): 2 grosse carpe, 2-3 bicchieri di vino bianco secco, 2 scatole di crauti già pronti, Sottaceti misti (peperoncini piccanti, cipolline, funghetti, cetriolini, ciliegie), Olive verdi (sbollentate), Salsa al rafano.
Esecuzione: Pulire le carpe e tagliarle a pezzi regolari. Spruzzarli di sale, infarinarli e metterli in una pirofila imburrata coperti di vino bianco. Infornare a 200° per circa 40 minuti. Bagnare spesso il pesce con il vino della pirofila; il vino dovrà evaporare e il pesce risultare dorato ma non secco. Intanto, scaldare i crauti saltandoli in un po’ di burro. Disporre la carpa cotta sui crauti e ricoprire il tutto con i sottaceti e le olive. Servire a parte la salsa al rafano ottenuta mescolando a caldo mezzo litro di besciamella, 4 cucchiai di panna acida, 3 cucchiai di rafano grattugiato, 2 cucchiai di aceto bollito a parte per qualche minuto.

Con Francesca Garell0
Si ringrazia Davide Dalla Nora

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