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Casa di vetro

Di Elena Cesca e Diego Scarabelli
In Columnist
09/02/2018
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D1 – Cyber

L’ammissione di colpa di Martin Harold Martin

ha deciso di ammettere la sua colpevolezza nell’aver sottratto dei dati classificati al governo statunitense. Dal 1993, dopo aver servito quattro anni nella Us Navy, Martin ha iniziato la sua carriera da contractor lavorando per almeno sette aziende private. Quando è stato arrestato nell’agosto del 2016 lavorava per la Booz Allen Hamilton Holding Corp. Negli ultimi venti anni avrebbe rubato una consistente mole di documenti. Le autorità hanno sequestrato 50 terabyte di materiale nella sua casa di Glen Burnie in Maryland. Tra le sue vittime ci sarebbero anche lo Us Cyber command, la Cia e il National reconnaissance office. È il più grande furto di materiale riservato mai avvenuto nella storia degli Stati Uniti. Le autorità americane non hanno però svelato perché Martin si sia impossessato di questi documenti e se li abbia inviati a Paesi stranieri.

Partnership tra Google e Tencent

Google e Tencent Holdings Limited hanno siglato un accordo che porterà alla condivisione dei loro brevetti al fine di migliorare i loro prodotti e servizi. La Tencent Holdings Limited è un colosso cinese nel mondo dell’high tech. Ha 500 miliardi di dollari di capitalizzazione e tra i suoi prodotti annovera anche WeChat (servizio di instant messaging utilizzato da oltre 900 milioni di clienti nel mondo). Nel corso del 2017 ha cercato di espandersi nel mercato occidentale e ha investito in numerose aziende di punta tra cui Tesla, Spotify e Snap. Google ha deciso di siglare un accordo con Tencent sia perché lo scambio dei brevetti consente di evitare dei possibili contenziosi legali in tema di proprietà delle tecnologie, sia perché l’azienda cinese la aiuterà a espandersi anche in Cina dove il motore di ricerca di Google è bloccato sin dal 2010. In precedenza, Google aveva già firmato accordi simili con le società coreane Samsung e LG.

Due flaw nei microchip

Sono state scoperte due “flaw” o falle che interessano i microchip usati sia in computer sia in smartphone e prodotti dalle aziende Intel Corp, Advanced Micro Devices Inc e ARM Holdings. La prima falla, denominata “Meltdown”, interessa solo i microchip della Intel Corp. È stata individuata da tre gruppi di ricercatori: il Politecnico di Graz, la società di cyber-security Cerberus e il Project Zero di Google. Meltdown consente agli hacker di aggirare la barriera hardware esistente tra le applicazioni che vengono eseguite dagli utenti e la memoria del computer. Gli hacker, potenzialmente, potrebbero essere in grado di leggere la memoria di un computer e rubare delle password. La seconda falla, denominata “Spectre”, coinvolge i microchip di tutte e tre le aziende ed è stata scoperta dal team di Google. Grazie a Spectre gli hacker potrebbero ingannare delle applicazioni che di per sé non avrebbero degli errori e indurle a fornirgli dei dati confidenziali. Le aziende produttrici hanno fornito degli update per risolvere i problemi.

D2 – Sicurezza europea

Primo progetto di azione preparatoria dell’Ue

L’Agenzia europea di difesa (Eda) e il consorzio guidato da Engineering Ingegneria Informatica hanno firmato il primo accordo di sovvenzione per un progetto di ricerca per la prospettiva strategica tecnologica da realizzare nell’ambito dell’azione preparatoria dell’Ue sulle questioni di difesa. L’attività Strategic technology foresight mira a individuare le aree emergenti di ricerca nel settore della difesa e vuole dimostrare il valore aggiunto della ricerca e della tecnologia di difesa sostenuta dall’Unione, attraverso attività di previsione tecnologica congiunta. L’obiettivo è sostenere la prospettiva tecnologica strategica nel campo della difesa dei singoli Stati membri insieme all’Ue. La firma segna un passo importante nell’integrazione della difesa europea e apre la strada al lancio di un programma europeo di ricerca sulla difesa (Edrp) da inserire nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Ue (2021-2027).

 

D3 – Nato

Danimarca e Belgio nei mari, Italia in Estonia

Belgio e Danimarca si avvicendano alla Norvegia in uno dei comandi permanenti della componente marittima della Nato response force, la Standing Nato maritime group one – solitamente impegnata nell’Atlantico orientale, ma dispiegata anche nel Mediterraneo durante l’operazione Active endeavour. Sul fronte orientale, invece con l’avvio dell’operazione “Baltic eagle” nell’ambito della missione Nato di air policing, l’Italia contribuirà alla difesa aerea dell’Estonia. Così come nelle missioni svolte dall’Aeronautica militare in Bulgaria, Islanda e nei Paesi Baltici, l’obiettivo della Baltic eagle sarà quello di assicurare le esigenze addestrative del Paese e al contempo preservare l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo alleato con una particolare attenzione alle operazioni di air policing, il cui potenziamento sul fianco orientale è stato deciso in occasione del Summit in Galles in seguito alla postura assunta dalla Russia nell’ultimo quinquennio

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