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Perché la politica deve occuparsi di Leonardo. Parla Nicola Latorre

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
31/01/2018
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Il destino del Piano industriale di Leonardo è legato alle scelte della politica, sia nella propensione internazionale del Paese, sia in termini di investimenti nella difesa. Parola di Nicola Latorre, presidente della Commissione difesa del Senato e tra i maggiori conoscitori del settore nel mondo politico (eppure escluso dalle liste per le prossime elezioni), che ad Airpress ha commentato la strategia per “la crescita sostenibile” presentata ieri dall’amministratore delegato Alessandro Profumo. D’altronde, ha spiegato Latorre, anche per la politica “è estremamente importante seguire gli sviluppi dell’azienda nazionale leader nel mercato della difesa e dell’aerospazio”.

IL CROLLO DEI MERCATI E LA SOSTANZA DEL PIANO

In questo senso, dal senatore in quota PD è arrivato “un giudizio generale positivo” sul Piano industriale, che però non sembra aver ricevuto la migliore accoglienza dai mercati, con il titolo che ieri è crollato del 12%. “Credo che la prima reazione dei mercati sia stata problematica in virtù di una valutazione più su dati numerici che sulla sostanza del progetto industriale”, ha spiegato Latorre. Il perché del crollo del titolo va ricercato dunque “nelle conseguenze del lavoro di ristrutturazione degli anni passati, nelle difficoltà oggettive del mercato, trovate in particolare sul settore degli elicotteri, e nell’assoluta necessità di crescere”. Secondo il senatore, “tutti questi elementi hanno condizionato la valutazione dei mercati”. Eppure, “le proposte e le prospettive che vengono indicate nella strategia rispondono a tutte le criticità e puntano a rilanciare l’azienda intervenendo prima di tutto proprio sulle questioni più critiche”.

L’INDUSTRIA E LA POLITICA ESTERA

Tutto questo dovrebbe produrre due considerazioni secondo il presidente della commissione Difesa del Senato. Primo, “dobbiamo entrare nell’ottica per cui un prodotto che è già un’eccellenza deve diventare più competitivo anche sul fronte dei costi”. Secondo, occorre considerare “che le prospettive di questa azienda strategica sono legate alle scelte di politica estera e di investimenti nel settore della difesa di cui si occupa il mondo politico”. In altre parole, ha aggiunto Latorre, “è importante coniugare la conquista di nuovi settori e di nuovi mercati con l’iniziativa della politica estera del Paese”.

TRA EUROPA E STATI UNITI

Ciò si lega inevitabilmente alla tradizionale propensione internazionale dell’Italia, basata sul doppio pilastro dell’integrazione continentale e del rapporto con gli Stati Uniti. Sul fronte dell’Ue, “si sta aprendo la grande partita dei fondi europei per la difesa, per la quale dobbiamo farci trovare nelle condizioni di giocare alla pari degli altri partecipanti, sia nell’intenzione di costruire alleanze, sia in termini di investimento politico”, ha rimarcato il senatore Latorre. Sul fronte dei rapporti con l’alleato americano, da notare “come ha ricordato lo stesso Profumo, c’è l’effetto positivo delle politiche fiscali di Donald Trump, di cui beneficerà DRS, la controllata statunitense di Leonardo”. Ciò, ha spiegato Latorre, permetterà di rilanciare l’azienda “come asset strategico anche dal punto di vista della politica estera del Paese”.

SERVE L’ATTENZIONE DEI PARTITI

Certo, sulla buona riuscita del Piano peseranno anche i risultati delle prossime elezioni. “Sarebbe ipocrita – ha detto Latorre – non riconoscere che l’attenzione che verrà dedicata a queste tematiche durante la campagna elettorale, renderà chiara come esse verranno condizionate dopo i risultati”. Per ora, “non è buon segnale la scarsa attenzione che i partiti stanno dedicando a questi temi; io continuo a pensare – ha concluso – che la continuità dell’attuale quadro di governo potrebbe aiutare la realizzazione dei suddetti obiettivi”.

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