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Profumo ok ma la politica non lasci sola Leonardo. Parla Tricarico

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
30/01/2018
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Conversazione con il generale Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’aeronautica e presidente della fondazione Icsa. Focus sul piano industriale di Leonardo

“Non possiamo che augurarci che gli obiettivi definiti nel Piano industriale di Leonardo vengano conseguiti”. Parola di Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa e già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, che ad Airpress ha commentato l’odierna presentazione della nuova strategia del campione nazionale dell’aerospazio e difesa, illustrata a Vergiate dall’ad Alessandro Profumo. Il Piano non è stato accolto positivamente a Piazza Affari, dove il titolo è sceso fino ad essere sospeso per eccesso di ribasso a causa della conferma delle stime di crescita per il 2017, già riviste al ribasso a novembre.

LE NOVITA’ POSITIVE

“A giudicare da quanto emerso fino ad ora, mi sembra che il Piano presenti concetti manageriali e obiettivi corretti”, ha spiegato il generale. L’aspetto più positivo della strategia è “il rilancio delle iniziative commerciali internazionali, il quale – ha aggiunto Tricarico – non può che essere accompagnato dall’auspicio che abbia successo”. La nuova struttura commerciale ideata da Profumo è affidata a Lorenzo Marianichief commercial officer del Gruppo. “La scelta di Mariani come interprete di questo rilancio non può che trovarci d’accordo”, ha rimarcato Tricarico. Secondo il generale, il nuovo attivismo internazionale potrebbe essere alimentato anche dalla chiusura, con assoluzione, delle vicende giudiziarie che hanno coinvolti gli ex manager dell’allora Finmeccanica, Giuseppe Orsi e Bruno Spagnoli: “Immagino che un management che opera nel settore specifico delle attività di esportazioni, possa essere stato frenato nelle proprie iniziative dall’intervento a gamba tesa della giustizia su un’azienda così strategica per il Paese”.

IL FOCUS SUI PRODOTTI

“Bene anche il focus su prodotti e tecnologie chiave”, ha rimarcato il generale, che non ha dubbi sul prodotto su cui Leonardo deve puntare: l’M-346. “Se su altri prodotti si può disquisire, su questo no; è universalmente riconosciuto come l’addestratore più avanzato e performante del mercato”, ha aggiunto. “Ricorco che circa una decina di anni fa, durante un salone internazionale, il collaudatore capo di Boeing volò su un M-346 e, appena sceso, stilò un report con cui raccomandava alla sua azienda di tenere d’occhio quel velivolo per le sue qualità eccelse”. Ora, sull’M-346 si basa il T-100, la proposta di Leonardo per l’importantissima gara T-X dell’Aeronautica Usa. Questa, ha detto Tricarico, “non può che richiedere tutte le energie di Leonardo e di tutto il governo italiano”. Chiaramente, Leonardo non si esaurisce nell’M-346. Ci sono “gli altri prodotti di eccellenza – ha detto Tricarico – come i radar ad apertura sintetica o il velivolo da trasporto C27J”.

LA PROSPETTIVA EUROPEA

Eppure, a detta del generale, nel Piano presentato da Profumo sembrano mancare delle partite. “Non ho visto scritta la parola Europa, anche se oggi pare che sia proprio questo il contesto in cui l’industria dell’aerospazio e della difesa sia chiamata a scendere in campo”. Infatti, ha spiegato il presidente della Fondazione Icsa, “è importante che Leonardo abbia una sua visione dell’Europa, che stia affilando le armi per potersi presentare all’appuntamento con delle chance, armi non necessariamente da usare per essere al traino dei progetti franco-tedeschi”. Tra questi, a preoccupare è soprattutto l’ipotesi di un nuovo caccia di quinta generazione sviluppato congiuntamente da Parigi e Berlino. “Se è questo il primo grande progetto della difesa europea siamo sulla strada completamente sbagliata; non serve a nessuno”, ha chiarito Tricarico. Dunque, “è importante che Leonardo faccia una ricognizione accurata di integrazione con il governo, il ministero della Difesa e le Forze armate, dei progetti che servono ad esse, e su questi metta in campo tutte le risorse che possiede”.

IL RAPPORTO CON GLI STATI UNITI

C’è poi da chiarire anche il rapporto con gli Stati Uniti, “un’altra parola che non ho visto nelle notizie che riguardano il Piano”, ha detto Tricarico. Anche su questo, ha aggiunto, “serve una ricognizione accurata che tratti dell’imbalance sempre più consistente che contraddistingue i rapporti tra Usa e Italia”. Un giorno, ha rimarcato il generale, “dovrà avere un ruolo il fatto che l’Italia è sempre stata presente nelle iniziative statunitensi e che sia un cliente privilegiato degli americani”. Difatti, ad ora, “non vedo corrispondenza di questo in termini di ritorno”. Ciò, secondo Tricarico, “dovrebbe alimentare una riflessione che la più importante industria dell’aerospazio deve fare, ma che sia allargata anche agli spazi dei rapporti della politica a più ampio spettro, non soltanto della difesa”.

IL COINVOLGIMENTO DEL GOVERNO

A mancare, spiega ad Airpress Tricarico, è proprio “il coinvolgimento attivo del governo italiano rispetto alle attività e alle aspettative di Leonardo; questo è forse l’aspetto più importante da conseguire perché lo si può fare nel perimetro domestico senza andare a interloquire a livello internazionale”. Fino ad oggi, “il governo non ha mai supportato in maniera strutturata, organizzata e onnicomprensiva il mondo dell’industria, e in particolare Leonardo”. In passato, “ci si è affidati alle casualità” rappresentate ad esempio da “Guido Crosetto, interprete più emblematico di come un soggetto possa occuparsi delle questioni della difesa in maniera fattiva”. I risultati della sua azione quando era sotto segretario alla difesa “si sono notati – ha detto Tricarico – e ora vanno elevati a sistema nella politica del governo e del Parlamento, i quali devono interessarsi alle sorti di Leonardo”. Il rischio, altrimenti, è lasciare un asset strategico da solo, “abbandonandolo, come nel caso Orsi e Spagnolini, alle sorti della giustizia anche quando essa entra a gamba tesa nelle vicende industriali”.

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