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Italia? Eccellenza globale dell’aeronautica. Parola di Lockheed Martin

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
27/01/2018
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Il giudizio di Lockheed Martin sul ruolo dell’industria italiana nel programma F-35 è più che positivo. Nel frattempo, Cameri si conferma un centro d’eccellenza e i costi dei velivoli continuano a scendere con l’obiettivo di raggiungere gli 80 milioni di dollari per la versione a decollo e atterraggio convenzionali entro il 2020. Parola di Doug Wilhelm, vice president F-35 Customer programs di Lockheed Martin, che ha parlato con Airpress dopo essere intervenuto a Cameri, alla consegna al ministero della Difesa italiano, e da questi alla Marina militare, del primo F-35 nella versione Stovl (decollo corto e atterraggio verticale, B), costruito interamente presso la Faco (Final assembly and check out facility) novarese. Per l’Italia, si tratta di un nuovo primato all’interno del programma internazionale Joint Strike Fighter. Il velivolo è il primo nella versione B ad essere stato consegnato al di fuori degli Stati Uniti.

Cosa significa per Lockheed Martin la consegna del primo F-35 B alla Difesa italiana?

L’Italia gioca un ruolo cruciale nel programma F-35. La prima consegna di un F-35 B dalla Faco italiana è il risultato della forte partnership tra il ministero della Difesa italiano, il partner industriale Leonardo e Lockheed Martin. La produzione del primo F-35 nel modello B, la variante tecnologicamente più complessa, qui nella Faco italiana, è la prova dell’eccezionale capacità e qualità dell’industria aerospaziale italiana.

E sullo stabilimento di Cameri?

La Faco di Cameri continua a dimostrarsi un centro di eccellenza mondiale per gli F-35. Ciò è dimostrato anche dalla sua selezione come centro europeo per le attività di manutenzione, riparazione e aggiornamento (MRO&U) degli F-35.

Qual’è dunque il giudizio sull’industria aerospaziale italiana?

L’industria italiana gioca un ruolo chiave nella produzione globale degli F-35. Ogni velivolo oggi in volo ha a bordo una componente italiana. L’industria italiana fornisce, infatti, una varietà di componenti per gli F-35 che include set completi di ali, luci e pannelli del cockpit, attuatori, sistemi radio, parti del sistema di espulsione del sedile, componenti radar ed equipaggiamenti importanti del supporto di terra. La Faco italiana, uno degli unici due centri internazionali di produzione finale degli F-35, è gestita da Leonardo in collaborazione con Lockheed Martin e dispone attualmente di un team di oltre 800 unità qualificate impegnate nell’assemblaggio delle varianti A (Ctol, a decollo e atterraggio convenzionale) e B, e nella produzione delle ali per il modello A. L’Italia è la patria di alcune tra le persone più capaci al mondo per il settore aerospaziale e siamo fieri di essere partner del governo e dell’industria italiani per fornire gli F-35.

A che punto è il programma nel suo complesso?

Il programma F-35 è maturo e i costi stanno scendendo. Abbiamo consegnato più di 265 velivoli, addestrato oltre 550 piloti e 5.600 maintainer, mentre la flotta di F-35 ha superato nel suo complesso le 120mila ore di volo. I velivoli F-35 operano da 14 basi nel mondo e l’Us Air Force, il Corpo dei Marine e l’Aeronautica israeliana hanno dichiarato la Capacità operativa iniziale.

Spesso il programma è stato accompagnato dalle critiche relative ai costi. Cosa ci può dire?

Il costo unitario degli F-35 è sceso di oltre il 60% rispetto al primo lotto di produzione e il prezzo della variante A è diminuito fino a 94,3 milioni di dollari. Con l’aumento della produzione e l’implementazione di ulteriori iniziative di risparmio sui costi, prevediamo una riduzione fino a 80 milioni per F-35 A entro il 2020.

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