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La dottrina Trump e le ragioni dell’Italia secondo Nicola Latorre

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
19/12/2017
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La strategia per la sicurezza nazionale presentata dal presidente Trump risulta largamente condivisibile da parte di Nicola Latorre. Il presidente della commissione difesa del Senato, interpellato da Airpress, nell’esprimere un giudizio positivo ha voluto ribadire la specificità del punto di vista italiano su due dossier particolarmente rilevanti: la questione iraniana e il rapporto con Mosca.

Il dibattito a Washington

Nicola Latorre è stato a fine novembre in visita istituzionale a Washington. In quella occasione, ha incontrato alti funzionari della Casa Bianca, del Pentagono, del dipartimento di Stato e del Congresso, discutendo dei rapporti tra Italia e Stati Uniti e degli interessi condivisi. “A Washington ho avuto il privilegio di aver conosciuto la responsabile del National security council che si è occupata della redazione della Strategia e che mi anticipò le linee guida della stessa”, ha ricordato Latorre. Già allora, “mi parve con chiarezza una strategia che risponde alle esigenze nazionali statunitensi, peraltro in larga parte apprezzabile”. Certamente, ha aggiunto, “ci sono alcuni aspetti con non collimano con quello che è il nostro approccio, ma il giudizio complessivo sull’impianto generale è assolutamente positivo”.

Il dossier iraniano…

Difatti, ha rimarcato il presidente della commissione Difesa del Senato, “condividiamo l’individuazione e la classificazione delle minacce, ma su dossier specifici ci può essere una lettura diversa”. È il caso dell’Iran, ha aggiunto Latorre, su cui “ho discusso molto a Washington, facendo notare che l’accordo sul nucleare può essere un elemento di stabilizzazione dell’aerea e un modo per contenere i rischi di insicurezza e instabilità, naturalmente introducendo accorgimenti necessari per evitare un sbilanciamento degli equilibri mediorientali”. Il vero problema degli Usa “è questo”, spiega il senatore. Il timore statunitense riguarderebbe infatti l’Arabia Saudita, che Washington considera un partner strategico nella lotta al terrorismo e che però potrebbe assumere un atteggiamento ambiguo, come è stato negli ultimi anni, proprio per l’opposizione all’accordo sul nucleare con Teheran. Nell’Nss, l’Iran, insieme alla Corea del Nord, è considerata la prima minaccia alla sicurezza americana, definita “il principale sponsor mondiale del terrorismo”.

…e quello russo

Oltre a queste minacce già citate, il documento individua poi due potenze revisioniste, veri concorrenti su scala globale per gli Stati Uniti: Russia e Cina. Proprio il Cremlino rappresenta però un player su cui ci possono sono divergenze tattiche. “Sul lato dei due principali competitor individuati dalla Strategia, la partita con Pechino è di carattere prevalentemente economico, mentre quella con Mosca è di carattere prettamente politico”. È chiaro che “su questo gli Stati Uniti possono contare su l’Italia in termini di centralità del rapporto transatlantico, ma ciò implica che dobbiamo riconoscere il ruolo della Russia come attore globale per la stabilizzazione del Mediterraneo e che lo dobbiamo fare insieme, evitando che possano passare iniziative che tendano in prospettiva a dividere l’Alleanza”. Ad ogni modo, ha concluso Latorre, “al netto di queste criticità, mi sembra ci sia una sostanziale condivisone”.

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