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Visti da lontano

Di Nick Brough
In Columnist
14/12/2017
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La Finnair ti vuole pesare!

Nell’aeroporto di Helsinki, la Finnair chiede ai passeggeri la loro disponibilità, volontaria, di farsi pesare prima dell’imbarco, insieme al bagaglio a mano. L’esercizio durerà per poche settimane e la compagnia assicura che solo l’addetto alla misurazione potrà leggere il risultato. Il dato andrà automaticamente in una banca dati anonima e neanche il passeggero stesso lo vedrà. Non rischia quindi di rovinarsi la giornata e l’appetito. L’obiettivo: aggiornare le stime statistiche del carico complessivo dei passeggeri a bordo dell’aereo. Senza una stima affidabile del peso dei passeggeri e dei loro effetti, non si può calcolare il carico complessivo dell’aereo e, di conseguenza, non si può determinare la quantità di carburante necessario e il peso al decollo. Non è una questione nuova. Nel 1931, quando la Imperial Air- ways introdusse il servizio aereo Londra-Australia, al momento dell’imbarco all’aeroporto di Croydon, ogni passeggero doveva salire sulla bilancia, insieme a tutto il suo bagaglio. La “franchigia”, compreso il proprio corpo, era di 100 kg a persona. Più pesi, meno bagaglio puoi portare! Non doveva essere facile per chi faceva l’intero percorso di oltre tre settimane, con oltre 30 scali intermedi. È anche vero che all’epoca le persone mediamente pesavano meno di oggi. L’uomo medio americano pesava 75,3 kg nel 1960 e 86,6 kg nel 2002. Nello stesso periodo, le signore statunitensi sono passate da 63,5 a 74 kg. In altre parole, i 150 passeggeri a bordo di un Boeing 737 di oggi pesano una tonnellata e mezzo in più rispetto ai loro genitori, che viaggiavano sullo splendido quadrimotore Boeing 707 nel 1960! In Europa l’importanza di conoscere il peso dei passeggeri non è mai sfuggita alle autorità. L’Easa commissionò una ricerca statistica nel 2008, per verificare l’affidabilità dei vecchi parametri. Il risultato è un rapporto di 264 pagine. La conclusione principale: “La massa standard dell’uomo, compreso il bagaglio a mano, è 94 kg e delle donne 88 kg, compresa la massa dei bambini di meno di due anni tenuti in braccio da un adulto”. La freddezza del linguaggio può urtare le sensibilità, ma ci rassicura che la materia è soggetta ad aggiornamenti e precisa attenzione. Il numero di passeggeri nel mondo si sta avvicinando a quattro miliardi annui! Nell’insieme pesano circa 40 milioni di tonnellate in più rispetto a quanto questo numero ipotetico di passeggeri avrebbe pesato 50 anni fa! Siamo precisi con il weight and balance per cortesia!

Alle Hawaii un volo da 97mila dollari…

Sono sempre più frequenti i casi di passeggeri rissosi a bordo di voli di linea, che solitamente finiscono con lo sbarco forzato e un rimprovero. Il sig. James August, invece, è finito in tribunale. Dopo aver ammesso la sua colpevolezza, la giudice Susan Oki Mollway del tribunale federale di Honolulu, lo ha condannato a tre anni di libertà vigilata e l’obbligo di pagare a Hawaiian Airlines la somma di 97.817 dollari. Non esattamente un lieto fine della vacanza nell’arcipelago pacifico per il cittadino americano residente nel New Jersey. Cosa aveva fatto? Ahimè, cose di cui leggiamo spesso: atti di insofferenza comprese minacce alla sua compagna e ai bambini di lei, ad altri passeggeri e infine anche ad alcuni membri dell’equipaggio. Tanto che il comandante ha deciso di interrompere il volo per New York e tornare a Honolulu. Perché 97.817 dollari? Per rimborsare Hawaiian Airlines per carburante, tasse di atterraggio, assistenza a terra, costo dell’equipaggio e della fornitura catering per il volo sostitutivo, nonché la spesa per ri-proteggere alcuni passeggeri su voli di altre compagnie. Gli è andata anche bene perché non ha dovuto rimborsare i 46.900 dollari per i voucher offerti ai passeggeri per mangiare qualcosa durante l’attesa del volo sostitutivo.

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