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Il dito e la luna

Di Ezio Bussoletti
In Columnist
14/12/2017
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Carl Sagan ha ancora ragione

Nel dicembre 1996 moriva Carl Sagan, astrofisico a Cornell, uno scienziato “diverso” che si divertiva a scrivere romanzi avveniristici e saggi che confutavano credenze sbagliate ma in voga. A lui si deve, tra gli altri contributi, l’ideazione della placca d’oro montata sulle sonde Voyager con inciso il messaggio del “popolo della Terra” a possibili alieni che le avessero intercettate. Tra i suoi libri, uno in particolare aveva un’importanza particolare e la mantiene ancora oggi: the demon-haunted world. Nel volume, dimostrava come la scienza fosse un mezzo non solo per capire come era fatto l’universo, ma soprattutto necessario a rassicurare la gente dalle paure del soprannaturale. Sagan spiegava che “ogni fatto straordinario richiede, per essere provato, prove straordinarie”. Questo concetto, semplice e immediato, era particolarmente rivolto alla grande ondata di apparizioni degli Ufo, interpretate come messaggi diretti di “popoli alieni buoni” scesi sulla Terra con le loro tecnologie avanzatissime per salvare gli umani da loro stessi. Erano gli anni della Guerra fredda e la gente comune viveva di angosce irrisolte senza la certezza di un domani se fosse scoppiata una guerra nucleare per cui era molto più tranquillizzante “sperare” che alieni più intelligenti di noi avessero deciso di venire a salvare il mondo. Ecco il sasso nello stagno di Sagan: anche se un’idea può sembrare rasserenante, questo non implica necessariamente che sia vera.

Da qui, la necessità di avere prove serie e convincenti prima di emettere sentenze anche se rassicuranti. “Non bisogna comunque ignorare che la scienza è fatta da umani e quindi nell’ambiente ci sono ogni sorta di gelosie, rivalità e, spesso, il rifiuto di riconoscere gli errori”, affermava Sagan. Eppure, bisogna anche difendere il valore della scienza e l’importanza delle prove concrete, unico strumento in grado di sostenere, in maniera inequivocabile, i risultati scientifici. Solo così è possibile riuscire a convincere gli scettici o quanti, anche per interessi personali, politici o di clan, rifiutano di accettare le evidenze negandole, influenzando così in maniera perniciosa persone meno acculturate e più facilmente manipolabili. Concetti sempre attuali che superano lo scorrere del tempo e che valgono ancora oggi quando leggiamo di persone convinte che l’uomo non sia mai andato sulla Luna, o che il clima non sia influenzato dalle attività antropiche o, peggio, quando genitori rifiutano di vaccinare i loro figli perché l’imbecille di turno, ignorando o rifiutando di vedere quello che la scienza indica, mette in pericolo la vita dei propri figli e rischia anche quella degli altri se dovessero riemergere epidemie di malattie sconfitte da tempo. Un singolo scienziato può anche sbagliare, ma se si hanno prove certe è la scienza che certifica i fatti, nell’interesse di tutti e con buona pace degli imbecilli. Ancora oggi, Carl Sagan dimostra di avere ragione

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