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Dicembre 2017

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
12/12/2017
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La corsa allo spazio è ripresa. L’annuncio di Trump con la sua Space Directive 1 di tornare sulla Luna senza perdere l’ambizione di “conquistare” Marte, offre una chiara conferma delle ambizioni americane e del ruolo cruciale della Nasa. La domanda sul versante interno è: quanta Italia può esserci nello scenario prossimo venturo? Abbiamo più difficoltà a esportare le nostre aziende sulla Terra che non in orbita. È una provocazione, ma è un dato riconosciuto che il nostro Paese quando si tratta di sviluppo spaziale corre veloce. E non da oggi. Ne sono un esempio i dieci anni da poco festeggiati della costellazione Cosmo-SkyMed. Il primo sistema duale (civile e militare) per l’osservazione della Terra, realizzato in Italia, che si appresta a puntare (a partire dal 2018) sulla seconda generazione, sognando già la terza (parola del presidente dell’Asi, Roberto Battiston). Un asset strategico, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana, dalla Difesa e dal ministero dell’Istruzione e realizzato dalle joint venture di Leonardo, che ne fa un esempio da bissare di partnership pubblico-privato. Un valore aggiunto, che mantiene l’Italia sulla frontiera tecnologica e garantisce le capacità autonome globali per il monitoraggio e la sorveglianza del pianeta. Si avvicina sempre più anche la piena operatività del sistema Galileo, che affrancherà l’Europa dal Gps americano. Il lancio di altri quattro satelliti della costellazione farà arrivare a quota 22, per gli ultimi due sarà necessario attendere l’estate del 2018. Il programma di navigazione satellitare per uso civile, promosso dalla Commissione europea e dall’Agenzia spaziale europea, ha proprio nel Fucino uno dei due centri di controllo. Una parte di Italia invece tornerà a giorni dallo spazio. Si tratta dell’astronauta Paolo Nespoli, che dopo aver raggiunto il record di soggiorno italiano in orbita, farà ritorno nel deserto del Kazakhstan, a bordo della navicella russa Soyuz, dopo cinque mesi di vita a bordo della Stazione spaziale internazionale. Un altro successo per il nostro Paese. Resta sullo sfonda, si fa per dire, il nodo non ancora risolto della legge nazionale sulla governance spaziale. Il tema della stabilità politica, anche nel cambio che si determinerà nei prossimi mesi, non sarà banale. Non si va lontani, anche nel spazio, senza un forte ancoraggio alla realtà.

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