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Pensieri Spaziali

Di Roberto Vittori
In Columnist
15/11/2017
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Spazio alla Logistica

Nel vivere le programmazioni dei voli spaziali spesso non ci si rende conto dell’importanza del tipo di pianificazione logistica della missione, perché i concetti della logistica terrestre sono molto differenti da quelli spaziali. Un’opportunità di riflessione arriva da Richmond Italia, società di Milano specializzata nell’organizzazione di eventi che creano opportunità di incontro tra fornitori e clienti. Ultimo tra gli eventi quello di Gubbio: “Forum sulla logistica”, approfondimento sulla logistica nello spazio. L’Italia non è nuova al settore; la Altec di Torino è specializzata al supporto ingegneristico dei nostri moduli; più in generale, la nostra industria aerospaziale vanta capacità manifatturiere competitive in tutto il mondo. Ma torniamo al concetto di logistica terrestre e spaziale. Il programma Apollo è un perfetto esempio di missioni autosufficienti; al decollo c’è a bordo tutto il necessario; pochi giorni la durata per l’ovvia limitatezza delle risorse disponibili. L’era della Stazione spaziale internazionale (Iss) cambia invece il paradigma. La logistica spaziale si avvicina molto agli scenari terrestri: per essere permanentemente abitabile, si susseguono missioni di rifornimento. Lo Shuttle fino al suo ritiro era il principale vettore per trasportare rifornimenti grazie ai “moduli logistici” italiani (Mplm) poi l’Atv (Esa) la Progress (Russia), Htv (Giappone) e infine Dragon (SpaceX) e Cygnus (Orbital ATK). L’era della Iss vede quindi rifornimenti analoghi a scenari terrestri. Ma allontanandoci dal nostro pianeta il problema logistico perde ogni possibile parallelismo con situazioni terrestri e richiede uno sforzo creativo non indifferente. Per andare su Marte con gli attuali motori, occorrerebbero mesi di tempo per la destinazione e bisognerebbe poi fare i conti con un posto inospitale. Da qui l’idea di anticipare il supporto logistico alla missione umana. Idea interessante ma al contempo debole, a causa dei costi elevati e della mancanza di certezze di utilizzo. Sembra però non esserci alternativa. Un radicale cambiamento potrebbe essere la re-invenzione del processo manifatturiero fuori del nostro pianeta; se riuscissimo a trovare un sistema per estrarre materie prime con una stampante 3D potremmo reperire sul posto ciò che occorre. Ma fino a che punto e con che limite? L’equazione logistica diventa quindi essenza stessa della missione; brevi o lunghe che siano, verso la Luna o altri pianeti per allargare le nostre frontiere, diventa sempre più fondamentale per il successo finale. Ben vengano quindi queste opportunità di riflessione che portano a esportare cultura, conoscenza ed entusiasmi del mondo spaziale all’interno del nostro dinamico e creativo mondo imprenditoriale.

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