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Impronte Digitali

Di Maurizio Mensi
In Columnist
15/11/2017
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Il Consiglio di Stato (francese) e la Rete

Nel suo ultimo studio annuale, dal titolo evocativo “Puissance publique et plateformes numériques: accompagner l’ubérisation”, del 13 luglio scorso, il Consiglio di Stato francese si occupa di una questione per esso inusuale: la rivoluzione digitale e il suo impatto sull’ordinamento giuridico, con una riflessione di ampio respiro che si allarga all’economia e alla società. L’organo di vertice della giurisdizione amministrativa francese (che come il suo omologo italiano ha anche funzioni consultive) si impegna a interpretare e declinare in indicazioni concrete l’evoluzione in corso. La riflessione muove dalla constatazione che l’emergere della nuova economia basata su piattaforme digitali, algoritmi e intelligenza artificiale in settori come trasporti (Uber), locazioni immobiliari di breve durata (AirBnB), parcheggi (Mobypark), servizi di consegna (Deliveroo) e personalizzati (Domiserve), servizi finanziari (Anaxago), formazione online (Mooc), ha reso inadeguato il sistema vigente, evidenziando una serie di incoerenze giuridiche all’interno dei settori regolamentati. Non si tratta solo di tener conto del fenomeno, ormai conosciuto e ampiamente indagato, della “déterritorialisation du droit” generata dagli operatori della Rete e legata alla globalizzazione, quanto piuttosto di comprendere il nuovo modello economico e sociale che impone al potere pubblico di riconsiderare la sua stessa ragion d’essere. Assistiamo infatti – rileva il Consiglio di Stato – all’indebolimento dello “Stato-autorità”, al venire meno di meccanismi quali la certificazione giuridica dell’identità, all’affermarsi di nuove procedure per la consultazione del pubblico e l’adozione delle decisioni, a compiti di sicurezza e giustizia (il “Safety check” di Facebook o l’algoritmo “Predpol”) svolti da soggetti privati. Ne derivano 21 proposte volte a modernizzare la regolamentazione vigente, quali: l’invito rivolto all’Ue ad adottare un pacchetto di misure dedicate a innovazione tecnologica e diritti fondamentali; promuovere una riflessione sugli aspetti etici dell’intelligenza artificiale; introdurre nell’ordinamento i principi della lealtà e responsabilità dell’algoritmo; incentivare l’educazione al digitale; alleggerire le imprese dagli oneri amministrativi autorizzando l’amministrazione fiscale a ricevere dalle piattaforme, con l’accordo degli interessati, i dati relativi alle transazioni effettuate; creare una piattaforma per gli scambi fra enti pubblici dei dati personali dei cittadini; rafforzare l’agenzia di cybersicurezza nazionale (Anssi) e riconoscere, in sede di trasposizione della direttiva Nis, l’esistenza di un servizio pubblico relativo alla protezione delle reti digitali nazionali.

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