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Il primo volo operativo dell’F-35 e gli auspici del generale Tricarico

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
28/10/2017
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Supporto tattico e soppressione delle difese aeree nemiche. Sono solo alcuni dei compiti svolti dagli F-35 A nel corso della Joint Stars 2017, la più grande esercitazione interforze nazionale dell’anno. Non poteva avvenire in un contesto operativo più importante il primo impiego del Joint Strike Fighter, il velivolo su cui l’Aeronautica militare ha puntato per il futuro del proprio potere aereo.

“Ora, avanti tutta nello scoprire quali siano le potenzialità dell’F-35 rispetto a un panorama di interesse nazionale, e capire come il mezzo possa essere utilizzato in maniera progressiva”, ha spiegato ad Airpress il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa e già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, in merito all’impiego del velivolo nell’esercitazione. Nello specifico, gli F-35 A (versione a decollo e atterraggio convenzionale) che hanno partecipato alle operazioni, sono stati impiegati dall’AM che ha garantito il supporto aereo con funzioni di Close Air Support (Cas), Suppression of Enemy Air Defense (Sead), Combat Search and Rescue (Csar), trasporto tattico di personale operativo ed evacuazione di civili feriti. Tutto questo a meno di un anno dalla consegna, al 32esimo Stormo di Amendola dell’Aeronautica militare, dei primi due F-35 A, prodotti e assemblati presso la Faco (Final assembly and check out) di Cameri, tra l’altro l’unico sito produttivo per la versione B al di fuori degli Stati Uniti.

“L’aspetto più interessante mi sembrerebbe quello che l’Aeronautica militare continui a volare con questi aeroplani, in esercitazioni e in voli che abbiamo carattere operativo”, ha detto Tricarico. Gli F-35 già operativi, ha ricordato il generale, “si stanno addestrando con altri aeroplani, ad esempio con i G550 Caew che si occupano di Istar (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance)”.

L’attività addestrativa di tipo operativo, come quella della JS17, resta necessaria “perché è bene che ci si porti avanti nell’individuare e prendere possesso delle capacità operative di un mezzo che più che un velivolo è un sistema”, ha spiegato il generale. “È opportuno quanto prima – ha rimarcato – che non soltanto gli assetti nominati, ma anche ogni altro possibile fruitore dei servizi che fornirà l’F-35 venga inserito in un network di cui devono essere testate le capacità operative”. Infatti, il Joint Strike Fighter, ha ricordato Tricarico, “ha le capacità di servire le piattaforme più disparate, non solo dell’Aeronautica e non solo della Difesa, e queste devono essere conosciute dai possibili utenti per potersi predisporre a riceverli”. I JSF “possono essere impiegati in tutti gli scenari per i quali occorre ricevere informazioni plurime, elaborarle e distribuirle a più utenti, compresi scenari non prettamente militari come il controllo delle frontiere”.

Attualmente, “non tutti sanno e sono predisposti per integrare l’F-35 e proprio per questo occorre andare avanti nelle attività di addestramento. Auspico – ha detto Tricarico – che i voli operativi continuino, si intensifichino e siano integrati; più è robusta la flotta più questo obiettivo sarà perseguito”. Ora dunque, “bisogna andare avanti nello scoprire quali siano le potenzialità rispetto a un panorama di interesse nazionale, e capire come il mezzo possa essere utilizzato in maniera progressiva”. D’altronde, ha concluso il generale Tricarico, “le attività addestrative servono proprio a questo, a scoprire una macchina straordinaria”.

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