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Corea del Nord, i bombardieri Usa in preattacco

Di Emanuele Rossi
In In Evidenza
23/10/2017
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Defense One ha un’esclusiva: secondo quanto raccontano fonti di alto rango ai giornalisti del sito specializzato in questioni militari, la US Air Force si sta preparando a rimettere i bombardieri strategici nucleari nello stato “24-H ready-alert“. Lo status di massima allerta operativa era stato disattivato nel 1991, post Guerra Fredda, e dà un input sulla lettura che Washington fa del contesto attuale. “Più che un pianificare un evento specifico, lo vedo come [una risposta] alla realtà della situazione globale che ci troviamo davanti e la postura che vogliamo assumere in futuro”, ha detto al sito il comandante dell’Areonautica americana, il generale David Goldfein, che ha specificato che l’ordine non è ancora stato dato definitivamente, ma che i preparativi tecnici erano comunque in corso da parte dello StratCom, il comando strategico del Pentagono che si occupa di armi nucleari. Dalla Difesa sono uscite dichiarazioni stampa per minimizzare la questione.

Il contorno politico
Goldfein, membro dello Stato maggiore, e altri funzionari di alto livello dell’aviazione statunitense hanno spiegato a Defense One che riattivare la pronta operatività per i B-52 e gli altri velivoli di attacco nucleare è una delle risposte che la Casa Bianca sta pensando per fronteggiare, per esempio, la minaccia atomica che arriva da Pyongyang (le ultime informazioni danno quasi per certa l’acquisizione definitiva delle capacità nucleari nordcoreane nel prossimo, breve futuro); domenica il presidente Donald Trump durante un’intervista su Fox Business ha detto che “sareste scioccati nello scoprire quanto siamo già pronti per un’azione militare contro la Corea del Nord”. Oltre al dossier-Nord, c’è l’assertività russa: Mosca è tornata una nemico globale come ai tempi della Guerra Fredda. Pochi giorni fa, parlando dal Valdai Forum, il presidente russo Vladimir Putin aveva attaccato proprio gli Stati Uniti, colpevoli secondo lui anche di non rispettare gli accordi per il disarmo nucleare. L’occasione a Putin l’aveva data uno scoop della NBC, che raccontava l’interesse che Trump aveva mostrato per riarmare il proprio arsenale durante una riunione di luglio.

I preparativi a Barksdale
“Il mondo è un posto pericoloso e abbiamo persone che parlano apertamente dell’uso delle armi nucleari”, ha detto Goldfein difendendo la decisione statunitense, aggiungendo che adesso la questione non è bipolare, ossia “non siamo più noi e l’Unione Sovietica”, ci sono altri player, avere una pronta risposta è “la cosa giusta”. E Barksdale, sede del 2nd Bomb Wing e dell’Air Force Global Strike Command (quello delle armi nucleari aeree), la base da cui è scritto l’articolo di DO, è il luogo in cui questa cosa si materializza: i ricoveri dei piloti sono in ristrutturazione (sarà l’infrastruttura che fisicamente garantirà questa prontezza operativa), e la base riceverà presto un E-4B Nightwatch e un E-6B Mercury, rispettivamente la sede volante del segretario alla Difesa e dello StratCom in caso di una guerra nucleare.

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(Foto: Us Air Force Photo)

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