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Ottobre 2017

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
09/10/2017
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È forte l’attenzione internazionale sul tema delle armi di distruzione di massa. Non a caso, il 6 ottobre la scelta del Premio Nobel per la pace è ricaduta sulla Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (Ican). Un segnale che l’escalation legata a Pyongyang e di recente anche a Teheran viene sentita dalla comunità internazionale come un pericolo inaccettabile. Non ci troviamo alle prese con una nuova Guerra fredda, ma di quel periodo storico condividiamo oggi il timore del nucleare. Al di là dell’immaginario comune concentrato sul contenuto degli ordigni, la componente missilistica riveste un ruolo centrale per rendere concreta una minaccia. La Corea del Nord sviluppa da decenni missili balistici, oggi le sue capacità in fase di sviluppo riguardano però una varietà di vettori (a corto raggio, medio, intermedio e intercontinentale) che gli stanno consentendo di allargare la minaccia, non più concentrata soltanto sulla vicina Corea del Sud. L’incertezza e l’imprevedibilità dello scenario nordcoreano stanno poi provocando una generale corsa agli armamenti nella regione asiatica, alterando equilibri e mutando rapporti di forza tra i Paesi. Gli Stati Uniti osservano i movimenti del continente con estrema attenzione e non sottovalutano anche altri potenziali scenari critici come quello di Teheran. Tra Iran e Usa è di nuovo tensione e la prova muscolare di Rohani con il test del potente missile chiamato Khorramshahr (con gittata capace di raggiungere Israele) non fanno che alimentare i dubbi americani sull’intesa raggiunta nel 2015 dal cosiddetto Club 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Germania e Francia), che ha previsto la sospensione delle sanzioni al Paese degli Ayatollah in cambio di un controllo internazionale. Ora il presidente Trump potrebbe non certificare l’accordo, passando la questione al Congresso. Intanto, ricorre nel 2017 il trentesimo della nascita del Regime di controllo della tecnologia missilistica (Mtcr). La sua efficacia si basa su parametri e regole che risentono delle evoluzioni tecnologiche, degli interrogativi legati allo sviluppo duale e della facilità di scambi dovuta alla globalizzazione. Il caso coreano suggerisce l’avvio di un dibattito interno all’Mtcr per rendere questo utile strumento più efficace.

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