Trovaci su: Twitter

Strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
23/07/2014
0 Commenti

Un semestre per dare un segnale all’immigrazione

Lo scorso luglio si è aperto il semestre italiano di presidenza europea, un appuntamento a cui il nostro Paese si è presentato conscio delle tante sfide e responsabilità che lo attendono. Nonostante la dialettica, talvolta aspra, all’interno delle istituzioni europee tra i Paesi membri, il governo è consapevole della crescita del bisogno italiano di Europa e, allo stesso modo, del bisogno europeo di Italia. Uno dei temi più delicati in agenda è l’immigrazione, un argomento che, in periodo di crisi economica e di rampanti populismi, potrebbe rappresentare un elemento destabilizzante per i sistemi sociali e politici di tutti i Paesi europei. Sino ad ora, l’Italia ha dimostrato di non temere la problematica dei flussi migratori, facendosi carico, da sola, di un fenomeno che riguarda tutta l’Ue, come ampiamente dimostrato dalla missione umanitaria Mare nostrum. La complessa sfida che attende Roma è proporre una soluzione europea alla gestione di questa emergenza. Il flusso di migranti è destinato ad aumentare nei prossimi mesi, mettendo Bruxelles davanti a nuove necessità. Infatti, l’Italia è soltanto una delle tante mete agognate da questo fiume di disperati. Inoltre, non ci troviamo più di fronte a persone alla ricerca di un posto di lavoro o di migliori condizioni di vita, ma di fronte a un enorme flusso di richiedenti asilo politico. Dunque, la nuova immigrazione rappresenta una sfida diversa rispetto al passato, perché non riguarda più soltanto modalità di accoglienza e aiuto, ma diritti umani, autodeterminazione, identità e integrazione. In secondo luogo, il semestre di presidenza potrebbe essere una buona occasione per la realizzazione di una strategia europea di contrasto e prevenzione delle cause alla base dell’immigrazione clandestina. Il flusso migratorio è soltanto la manifestazione finale dei mali con cui i migranti si confrontano nei Paesi di origine: povertà, discriminazione, guerra e terrorismo. Dunque, Roma potrebbe guidare i primi passi di una ipotetica task force europea che avrebbe il compito di affrontare all’origine e nei Paesi dove si manifestano le criticità alla base del flusso migratorio. Si tratta di una strategia da implementare con tutti gli strumenti di cui dispone Bruxelles, sviluppandone le grandi potenzialità: la politica estera e di Difesa comune, le organizzazioni umanitarie, i programmi di sviluppo economico-sociali.

Lascia un commento

avatar