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Pensieri Spaziali

Di Roberto Vittori
In Columnist
14/09/2017
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Le ultime orbite della sonda 

Dopo quasi venti anni di vita, 13 dei quali spesi intorno al pianeta Saturno, la sonda Cassini sta inanellando le ultime orbite prima di tuffarsi nell’atmosfera del gigante con gli anelli. Il “Grand finale”, così la Nasa ha battezzato gli ultimi 22 giri intorno al gigante gassoso, è iniziato lo scorso 26 aprile e l’ultima di queste orbite la porterà a bruciare nell’atmosfera del pianeta. Passaggi rasenti il pianeta fra le nuvole gassose di Saturno e l’inizio dei suoi anelli che decreteranno una fine gloriosa per una sonda che ha rivoluzionato la scienza che studia i corpi del Sistema solare.

Se ci riuscirà, indirizzando verso la Terra la sua grande antenna di 4 metri di diametro, costruita in Italia, potremmo avere le immagini dell’atmosfera scattate negli ultimi istanti prima che la sonda venga disintegrata. Finisce così una delle missioni più importanti della storia della conquista dello spazio. Di certo, ci mancheranno quelle immagini che Cassini ci ha inviato in tutti questi anni da centinaia di milioni di chilometri. Foto che sembravano cartoline da un posto lontano con colori incredibili. Ci ha raccontato in dettaglio come è strutturato il sistema degli anelli di Saturno e delle sue innumerevoli lune. Immagini e dati raccolti su Titano, Encelado, Rea, Iperione e Teti che anno fatto riscrivere tutti i libri dedicati al grande pianeta.

Una missione destinata a terminare bruciando su Saturno per scongiurare che il suo contenuto biologico, inevitabile su una sonda partita dalla Terra, possa un giorno, qualora rimanesse in orbita, contaminare le lune che potrebbero potenzialmente essere in grado di supportare forme di vita aliene. Bisogna quindi evitare di portarcele noi. La sonda Cassini-Huygens nata da una collaborazione fra Nasa, Agenzia spaziale europea e Agenzia spaziale italiana, fu lanciata da Cape Canaveral il 15 ottobre del 1997 a bordo di un vettore Titan IV che la spinse verso Saturno dove arrivò il 1 luglio del 2004. Il giorno di Natale dello stesso anno Huygens si distaccò e, appeso a un grande paracadute, si posò su Titano, una delle lune di Saturno dove raccolse una mole di dati che sono ancora allo studio degli scienziati.

Tra le altre cose, su Huygens c’era uno strumento italiano che aveva, come compito secondario, quello di registrare durante la discesa con il paracadute, il rumore del vento di Titano. Di certo, una delle immagini più suggestive che ci sono giunte dalla sonda Cassini è quella che mostra Saturno e il suo anello. E tra gli anelli si intravede un piccolissimo punto luminoso molto lontano: la nostra Terra.

 

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