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Il personaggio

Di Chiara Rossi
In Columnist
14/09/2017
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In volo sulle ali della musica

Dita leggere si rincorrono sugli ottantotto tasti di un pianoforte, il musicista si alza e affianca l’astronauta Maurizio Cheli ai comandi di un Eurofighter. Si conclude così il video della canzone Tutta la vita in un momento scritta e interpretata dal cantautore Enrico Giaretta. Nella finzione il musicista è il pilota e il pilota è il musicista, ma a volte la realtà supera la fiction perché Enrico Giaretta a 47 anni può dire di aver coronato entrambi i suoi sogni.

“A volte ci si ritrova a cinque anni con le mani su un pianoforte e la cosa difficile non è tanto decidere da dove iniziare, ma comprendere che non esiste la fine… Quando si comprende ciò, il miracolo è riuscire a staccare le mani dalla tastiera… Altre volte ci si ritrova a 35 anni con le mani su una cloche e la cosa difficile non è tanto capire come pilotare quel mezzo, ma comprendere che non esiste la fine… Ecco che musica e volo si fondono in un’unica magica alchimia”. Nel 2014 infatti realizza finalmente il sogno di indossare una divisa da pilota, volando per la compagnia K-air a bordo dell’innovativo Turboprop P180 Avanti II, due anni dopo supera le selezioni in Alitalia Cityliner e inizia a volare su “Embraer 175/190” per l’ex compagnia di bandiera. Per Giaretta allora un mestiere soltanto non basta e la crasi è d’obbligo: “cantaviatore”. “C’è un filo impercettibile che unisce la testa al cuore, ce n’è un altro che unisce il cuore all’anima. Ho sempre messo la musica che ho vissuto nei miei voli e tutti i cieli che ho volato nella mia musica, il fil rouge che li unisce è lo stesso che parte dalla testa in direzione anima. Senza questo percorso, nulla avrebbe senso. Né musica né volo. Tantomeno io”.

La giornata tipo di un cantaviatore inizia presto: sveglia all’alba per comporre tra le 5 e le 6, colazione per tutta la famiglia e poi direzione aeroporto. “Allora tutto diventa rigoroso, attento, serio, scrupoloso. Grande rispetto per le procedure in aria, rispetto per il proprio incarico, per la vita propria e quella delle persone che ti affidano la loro senza nemmeno conoscerti. Al rientro in serata, riascolto sempre quello che ho creato la mattina, e lì capisco se le note che ho scritto, sanno di buono”. Giaretta ha firmato da poco con una major e a settembre uscirà il suo nuovo album, ma ci sono ancora tanti sogni nel cassetto: “Aprire un concerto di Paolo Conte suonando uno dei miei brani strumentali al pianoforte, magari accompagnato dalla sua band. Se deve essere sogno… sogno!”. D’altronde sulla carta d’identità del cantaviatore accanto a professione c’è scritto musicista.

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