Trovaci su: Twitter

Strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
14/09/2017
0 Commenti

Il Centro Nato di Napoli e il ruolo italiano

Lo scorso 5 settembre è stato inaugurato, presso il comando militare Nato di Napoli, il Centro di direzione strategica per il sud – Nato strategic direction south hub – volto a monitorare le minacce provenienti dal fronte meridionale. Fortemente sostenuta dal governo italiano, la creazione dell’Hub è stata lanciata a febbraio dal segretario generale Jens Stoltenberg dimostrando che l’Alleanza finalmente dedica la propria attenzione al confine sud.

Durante la cerimonia sono stati delineati i contorni del nuovo centro che sarà pienamente operativo entro la fine dell’anno corrente. Definito come un osservatorio su Medio Oriente, Africa settentrionale e subsahariana, e Sahel; l’Hub tratterà temi quali radicalizzazione, terrorismo, migrazione, destabilizzazione e problematiche ambientali. L’ammiraglio Howard, alla guida del comando Nato di Napoli, ha rivelato che il compito del centro sarà di aumentare la collaborazione tra esperti, organizzazioni non governative e internazionali che si occupano del fronte sud. A tal riguardo, Alejandro Alvargonzalez, assistente del segretario generale per gli Affari pubblici e la sicurezza, anch’egli presente alla cerimonia, ha ricordato del regolare dialogo tra l’Alleanza e i Paesi partner che si trovano nell’area. Il concetto del centro rappresenta l’apogeo di quanto a lungo discusso rispetto sia al confine meridionale che alla collaborazione tra varie organizzazioni. A lungo l’Italia ha richiesto maggiore dedizione da parte della Nato sull’area in questione, e l’apertura dell’Hub conferma la volontà alleata di abbracciare un approccio a 360° che guardi alle minacce provenienti da tutti i fronti.

Inoltre, dato che il flusso migratorio dal Nord Africa alle coste europee è lontano dall’esaurirsi, l’osservatorio potrà contribuire a fornire un quadro più chiaro sulle ragioni alla base del fenomeno ed elaborare misure preventive. L’ottimismo sull’efficacia del centro deve però essere messo alla prova dei fatti: creare un osservatorio che canalizzi le informazioni raccolte da diversi partner è un obiettivo complesso da raggiungere. Non solo la condivisione di informazioni tra Stati alleati, e tra la Nato e l’Unione europea è sempre stata problematica, ma anche il coinvolgimento di Paesi e organizzazioni dell’area di interesse complicherà ulteriormente il quadro. Sarà, quindi, compito fondamentale del governo italiano continuare a svolgere un ruolo propulsivo all’interno dell’Alleanza al fine di assicurarsi che il centro sviluppi i risultati auspicati, aggiungendo nuove chiavi di lettura all’intricato puzzle delle minacce provenienti dal confine sud.

 

Lascia un commento

avatar