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Food for Flight

Di Gregory Alegi
In Columnist
31/07/2017
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Sedici in un giorno

“E quella è la palazzina nella quale abitavamo noi ufficiali”, disse il primo, un signore dall’aspetto distinto, sull’ottantina. “Cosa dici, Francis!”, rispose veloce come una mitragliatrice il secondo. “Quel rudere? Non ci somiglia neanche un po’ …”. “Ha ragione Serafini” disse un terzo. Il messo comunale, incaricato dal sindaco di accompagnare quei vecchi piloti (ma lo erano davvero, poi?) alla ricerca del campo d’aviazione, cercava di guardare altrove. “Baricalla, vieni con me fino alla fornace”, disse Lombardi. “Magari lì c’è qualcuno meno rimbambito di Ambrosini che ci potrà aiutare”. Che si tratti di abbattere austriaci o cercare documenti, la fortuna aiuta gli audaci. La fornace di Marcon era molto più grande di 60 anni prima, e i gestori erano cambiati. Ma appena sentita la richiesta di Lombardi, corsero al piano di sopra e tirarono fuori una pianta in scala 1:4000 con tutti i dettagli: il rettangolo d’erba di 600 per 250 metri (“ma lo sai, Baricalla, che oggi le piste militari sono di 3mila metri … 3mila, dico!”), l’hangar (“ma quanto erano belli i nostri Superbebé? Non ne esistono più …”), il comando (“E quando Locatelli fece scappare il comandante con le sassate notturne sul tetto? E poi ne arrivò uno anche peggiore …”). Ma soprattutto, la palazzina ufficiali! “È come dicevo io!”, disse soddisfatto, tornando verso il rudere. “Vedete? Io dormivo qui. E di là Sambonet. E qua invece Conelli. Là c’era la mensa… qui il soggiorno…”. L’emozione per la gioventù perduta si saldava alla soddisfazione del ricordo tanto preciso. Tra commozione ed eccitazione, il brusio cresceva. “E che mi dici delle uova sbattute?”, interruppe Ambrosini. “Con la scusa dell’energia per cercare i nemici, non facevi altro che mandar giù uova sbattute!”. “Già …”. “Un atterraggio, due uova. Un decollo, due uova. Un volo, altre due”, scandì Ambrosini. “Delle volte senza neppure il caffè …”, sospirò Lombardi. “Sedici! Una volta sei arrivato a sedici uova in un giorno!”. “E a 295 voli e otto vittorie in un anno”, rispose stizzito Lombardi. “Otto? Alla fine ti hanno confermato quello di novembre?”, interloquì Baricalla. “Dai, dai … mica conterai ancora le vittorie come i bambini. È ora di andare a San Donà …”.

ZABAIONE AL CAFFÈ

Ingredienti (4 persone)
4 tuorli, 8 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai di marsala, 4 cucchiai di caffè

Preparazione

Sbattere i tuorli con lo zucchero in una casseruola fino a renderli bianchi e spumosi. Unire caffè e marsala, poi sistemare la casseruola a bagnomaria in una pentola più grande e mettere il tutto sul fuoco. Cuocere la crema senza mai farla bollire (anche l’acqua dovrà bollire solo leggermente), mescolando continuamente fino a che sarà densa e
cremosa. Suddividere lo zabaione in coppette e servire freddo.

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