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Impronte digitali

Di Maurizio Mensi
In Columnist
31/07/2017
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Un Global internet forum contro il terrorismo

Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube hanno annunciato l’istituzione di un Global internet forum per contrastare il terrorismo. Secondo quanto dichiarato dalle stesse società, tale Forum dovrebbe costituire la sede in cui condividere tecniche operative già sperimentate, oltre che occasione di confronto e collaborazione con accademia, società civile, governi e istituzioni internazionali, quali Unione europea e Nazioni Unite. L’idea nasce in seguito al confronto avviato con il governo inglese e alle conclusioni del recente G7 e trae spunto da iniziative come l’Eu internet forum, il Codice di condotta europeo sull’illecito incitamento all’odio online del 31 maggio 2016, e il Shared industry hash database. Condivisibile senza dubbio l’obiettivo da parte dei provider di rispondere alla sempre più evoluta e insidiosa tattica di comunicazione e propaganda dei terroristi mettendo a fattor comune esperienze diverse per delineare una risposta efficace e univoca rispetto ai contenuti pericolosi veicolati sul web. Così come altrettanto apprezzabile risulta l’intenzione di dar vita a una partnership con l’Un Cted, la direzione esecutiva delle Nazioni Unite contro il terrorismo per una strategia basata su soluzioni tecniche verificate e conoscenze condivise.
Importante e delicata sarà tuttavia la fase della messa a punto dei meccanismi di intervento per la rimozione dei contenuti online e la loro pratica attuazione. Di ciò le stesse imprese sembrano essere consapevoli, laddove rilevano la necessità che tutto ciò avvenga nel rispetto della privacy e della libertà di espressione. È demandata infatti a una fase preliminare di ricerca e confronto fra best practice la definizione delle tecniche di rilevazione e classificazione dei contenuti mediante machine learning, così come l’elaborazione di criteri e metodi trasparenti e accurati per la rimozione dei contenuti di stampo terroristico, che siano di ausilio anche alle piccole imprese del settore. Questo infatti è l’elemento-chiave e vero banco di prova dell’iniziativa, dal quale dipenderà l’efficacia di un intervento che dovrà evidentemente rispondere a esigenze di rapidità e, al tempo stesso, di proporzionalità. In definitiva, l’obiettivo non è soltanto quello di garantire che le piattaforme digitali non offrano opportunità di diffusione virale di forme illegali di incitamento all’odio online, come nel caso dell’Eu internet forum, iniziativa che poggiava sull’applicazione integrale (online e offline), da parte degli Stati membri, delle leggi di recepimento della decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia. In questo caso siamo in presenza di un vero e proprio salto di qualità nella rimozione dalla rete di contenuti di stampo terroristico ed estremistico, che dovrà comunque avvenire in stretto raccordo con le autorità di enforcement e in conformità alle norme vigenti, in equilibrio quindi lungo lo stretto crinale fra ragioni di sicurezza nazionale e tutela dei diritti di libertà.

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