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luglio/agosto 2017

Di Redazione
In Editoriali
31/07/2017
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Creare “una cabina di regia unica per l’innovazione e la ricerca” al fine di massimizzare gli investimenti pubblici e provvedere alla “revisione strategica delle tecnologie e competenze considerate chiave o critiche”. È quello che, in tema di industria aerospaziale e della sicurezza, viene proposto da un position paper presentato da Ambrosetti con la società Elettronica. Si tratta di una proposta che, sulla base anche dell’esperienza fatta nel comparto spazio, merita la massima attenzione di governo e Parlamento. La trasformazione digitale sta infatti disegnando i nuovi confini delle competenze e dell’economia a livello globale, determinando le condizioni per la crescita di oggi e di domani. Si tratta di quella rivoluzione industriale, la quarta, che facendo perno sull’innovazione ha profondamente cambiato la capacità competitiva di molti Paesi. Lo stesso concetto di crescita non può prescinderne. Ed è proprio l’industria della difesa ad essere avamposto di questa “Rivoluzione 4.0”. L’utilizzo duale delle innovazioni frutto degli investimenti in ricerca e sviluppo non è più una chimera o un’elaborazione teorica. La distinzione fra uso militare e civile è ormai sempre più sottile e può anzi sorreggere una capacità produttiva nazionale e sostenibile, cioè – come si legge nell’analisi Ambrosetti-Elt – “fondata sull’equilibrio di risorse, tecnologia e competenza”. Naturalmente, un disegno di questo genere non può non tenere conto del rapporto virtuoso fra industria e i cluster tecnologici e i loro poli universitari di eccellenza, ma neppure ignorare rischi e opportunità della idea, sempre più forte, di sviluppare una difesa europea comune. Difficile predire se, come auspicato anche nel libro di Gustavo Piga (Difendere l’Europa), si passerà da un Fiscal compact a un Defense compact, ma non vi è dubbio che Francia e Germania siano al lavoro per rafforzare un asse che proprio nell’industria aerospaziale potrebbe trovare il suo perno. Per il nostro Paese si tratta quindi di farsi trovare pronto. Le misure di Industria 4.0 stanno dimostrando tutta la loro efficacia e indicano la volontà di scommettere sulla trasformazione tecnologica. Nel settore della sicurezza tutto questo è necessario, ma non per questo sufficiente. Il circolo virtuoso innovazione-produttività-crescita richiede scelte precise e tempestività. Per l’industria della difesa il momento delle scelte di politica industriale è arrivato.

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