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L’Italia assume il controllo della missione Atalanta

Di Redazione
In In Evidenza
27/07/2017
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La Fregata Europea Multi Missione (Fremm) Virginio Fasan ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione “Eunavfor Atalanta”, missione dell’Ue che opera in una zona compresa tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e parte dell’oceano indiano, per garantire la presenza, sorveglianza e la polizia in alto mare finalizzate al contrasto del fenomeno della pirateria. La fregata Fasan F-591, è la seconda delle fregate classe Fremm (Fregate Europee Multi Missione) e la prima in configurazione Asw (Anti Submarine Warfare); l’unità, costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, è stata varata il 31 marzo 2012.

A bordo della fregata della Marina Militare italiana il contrammiraglio Fabio Gregori, che ha sostituito al comando dell’operazione l’ammiraglio Rafael Fernández-Pintado Muñoz-Rojas della marina spagnola. Prima di dirigersi verso l’area delle operazioni, la nave Fasan ha effettuato una sosta a Souda, nell’isola di Creta, per testare e accrescere le conoscenze dell’equipaggio in materia di Maritime Interdiction Operation, mediante lo svolgimento di attività presso il Nato Maritime Interdiction Operational Training Centre (Nmiotc), centro di eccellenza dell’organizzazione atlantica.

Durante la sosta a Creta, la nave ha ricevuto la visita del comandante in capo della squadra navale della Marina Militare, l’ammiraglio di squadra Donato Marzano, che ha salutato gli uomini e le donne dell’equipaggio prima dell’inizio dell’operazione. Con l’occasione l’ammiraglio Marzano ha anche incontrato a bordo il suo omologo greco, l’ammiraglio di Squadra Ioannis Pavlopoulos e il comandante del Nato Maritime Interdiction Operational Training Center, il commodoro Georgios Tsogkas.

L’operazione Atalanta, decisa dal Consiglio Europeo nel novembre del 2008, è la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea, nata con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria nell’area del Corno d’Africa (Golfo di Aden e bacino Somalo), che continuano a rappresentare una minaccia per la libertà di navigazione del traffico mercantile e in particolare per il trasporto degli aiuti umanitari del World Food Programme.

L’attenzione dell’intera Europa in generale, quella del nostro Paese e della Marina Militare in particolare nel Corno d’Africa, testimonia come la regione mediterranea non possa essere considerata come un sistema chiuso, ma un’area sottoposta agli effetti delle dinamiche politiche, sociali, economiche, culturali e religiose esercitate dalle zone adiacenti. La nave Fasan e il suo equipaggio saranno impegnati nell’area del Corno d’Africa sino al prossimo mese di dicembre.

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