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Dove va il mercato dell’aviazione civile. Parla Tinseth (Boeing)

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
29/06/2017
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“Un mercato solido con un solido potenziale di crescita nel futuro”. Così si presenta il settore dell’aviazione civile secondo il vice presidente di Boeing Randy Tinseth, giunto a Roma per presentare il Current Market Outlook 2017-2036, le previsioni a vent’anni che il costruttore statunitense realizza “per supportare l’elaborazione della propria strategia e sostenere i propri clienti”. Nell’ambito del workshop “Commercial aviation: current trends and market forecasts”, introdotto dal presidente di Boeing per il sud Europa Antonio De Palmas, Tinseth ha parlato di un mercato prospero, con alti margini di profitto: aumento del traffico passeggeri del 4,7% all’anno, oltre 41mila nuovi aerei per un valore di circa 6,1 trilioni di dollari e servizi per 8,5 trilioni di dollari.

Le previsioni e Le Bourget
Rispetto all’edizione precedente, Boeing ha rivisto al rialzo le proprie previsioni, annunciando tra l’altro i nuovi dati nel corso del salone parigino di Le Bourget, “un’airshow di grande, grande successo”, ha ricordato De Palmas. Difatti, il gigante Usa ha registrato ordini e impegni per un totale di 571 aerei, per un valore di quasi 75 miliardi di dollari a prezzo di listino. Le Bourget è stata anche occasione per lanciare il 737 Max 10, l’ultimissima versione (allungata) della famiglia 737 Max che ha ottenuto oltre 361 tra ordini e impegni da 16 clienti di tutto il mondo. Boeing ha inoltre firmato 6 miliardi di dollari in servizi, “un settore su cui si sta sempre di più concentrando il nostro focus”, ha detto Tinseth.

Un mercato resiliente
Intanto, “per il 2017, ci aspettiamo che il traffico passeggeri aumenti del 6-7%, quello cargo del 5-6% per un profitto per le compagnie aeree di circa 31 miliardi di dollari”, ha detto il vice presidente di Boeing. A sorprendere di più sono però le previsioni nel lungo periodo. Nel 2036, la flotta globale conterà secondo l’azienda quasi 47mila aerei, contro i 23.480 attuali. Un raddoppio dovuto a una molteplicità di fattori tra cui crescita economica (Boeing attende una crescita annua del Pil globale del 2,8%), incremento della spesa in servizi, allargamento della classe media nei mercati emergenti ed evoluzione dei modelli di business delle compagnie aeree. Difatti, nei prossimi vent’anni, il traffico passeggeri crescerà del 4,7% all’anno, mentre quello cargo del 4,2. “Il traffico si muove più velocemente delle capacità”, ha avvertito Tinseth. D’altronde, anche osservando le previsioni fatte in passato, “il mercato ha funzionato meglio del previsto”; l’aviazione civile, ha aggiunto Tinseth, “continuerà a essere un mercato resiliente, per questo ci aspettiamo che la crescita continui”.

Le economie emergenti
A trainare la crescita del comparto saranno comunque le economie emergenti. Dei 41mila nuovi aerei previsti per i prossimi vent’anni, per un valore che Boeing stima di 6,1 trilioni di dollari, “il 39% (il 41% se si considera il loro valore) volerà in Asia, contro il 21% per il nord America e il 19% per l’Europa”, ha spiegato il vp marketing. Il tasso di crescita annuo del traffico passeggeri in Asia, pur senza considerare la Cina, sarà del 5,7%, contro il 3,2% di quello intra-europeo e il 2,6% del nordamericano. Anche per il Vecchio continente l’espansione del mercato sarà comunque maggiore rispetto alla crescita economica. Con un aumento del Pil dell’1,7% all’anno, Boeing prevede un aumento del traffico passeggeri del 3,7%. “L’Europa chiederà 7,530 nuovi aerei per un valore atteso di 1,1 trilioni di dollari, di cui 5.900 a corridoio singolo”, ha spiegato Tinseth. Certo, “metà della capacità in questo mercato sarà assorbita dalle compagnie low cost”, per un modello di business che sicuramente evolverà sostenuto da una crescita pressoché continua.

Una nuova competizione
“Il mercato più grande, sia per consegne, sia per valore di mercato sarà per gli aeromobili a corridoio singolo”, che assorbiranno il 72% della domanda di nuovi aerei nei prossimi vent’anni, percentuale che scende al 53% se si considera il valore di mercato. Il nuovo 737 MAX è destinato, nei progetti della compagnia, proprio a tale porzione di offerta, sostituendo le versioni Next Generation del 737 e diventando così la punta di diamante della squadra Boeing insieme al più grande widebody 787 Dreamliner (il 787-10 era in mostra a Parigi) e alla nuova famiglia 777, 8 e 9. Eppure, proprio sul medio raggio e sul settore single-aisle, “la competizione si sta intensificando con aziende, soprattutto dai Paesi emergenti (ndr, si veda la brasiliana Embraer o la cinese Comac) che cercano di conquistarsi porzioni di mercato tra Boeing e Airbus”, ha spiegato Tinseth. Tra i trend da tenere d’occhio, c’è anche il mercato dei servizi, “una delle maggiori sfide per le aziende che stanno emergendo”, secondo il vp, proprio per il lungo tempo necessario a dotarsi di capacità adeguate. Comunque, “non ho dubbi che avranno successo, la domando non è se ma quando”. Non a caso, nei prossimi vent’anni, l’aviazione civile richiederà 8,5 trilioni di dollari in servizi, il 38% dei quali, anche in questo caso, verso l’Asia, contro il 21% che fanno registrare tanto il nord America quanto l’Europa.

C’è anche l’Italia
E l’Italia? “Con oltre 50 milioni di turisti all’anno, l’Italia è l’ottavo mercato al mondo per il turismo”, ha ricordato Tinseth. L’interesse del costruttore resta dunque alto. Nel nostro Paese volano 55 aerei commerciali Boeing con 8 compagnie aeree italiane. A livello di partnership industriale, il costruttore è in Italia da oltre 65 anni, con 150 dipendenti in otto siti. Il campione nazionale dell’aerospazio, Leonardo, produce inoltre circa il 14% del 787 Dreamliner. Non a caso, negli ultimi due anni, il colosso americano ha investito nel nostro Paese 2,5 miliardi di dollari.

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