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Il futuro delle ferrovie viene dallo spazio

Di Andrea Jorma Buonfrate
In SPACE ECONOMY
22/06/2017
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Si è tenuta ieri la seconda giornata della quarta edizione del workshop, denominato “Igaw 2017 – International Gnss Advances workshop”, organizzato da Sogei, la società del ministero dell’Economia e delle Finanze specializzata in Ict. Il progetto ha visto la collaborazione con la Gsa (European Global Navigation Satellite System Agency), l’Agenzia spaziale europea (Esa), l’Agenzia spaziale italiana (Asi), e il mondo accademico internazionale in vista della messa a punto di un sistema satellitare capace di coordinare strutture, veicoli e velivoli in modo autonomo. Il saluto iniziale è stato curato dal ceo di Sogei Cristiano Cannarsa il quale ha introdotto il tema della giornata, riassunto i progressi del giorno precedente.

La seconda giornata del workshop si è concentrata sui settori delle ferrovie e trasporti, con un attenzione particolare all’integrazione di sistemi informatici Gnss nelle strutture di controllo del traffico ferroviario e dei treni stessi, utilizzando algoritmi ricavati dai sistemi già in funzione sui satelliti Galileo, in funzione da dicembre 2016 con lo scopo di fornire con estrema precisione le coordinate geografiche (longitudine, latitudine, quota) e la velocità di qualsiasi mezzo fisso o mobile in ogni punto in prossimità della superficie Terra e nell’atmosfera, con continuità temporale, e Egnos, il Sistema geostazionario europeo di navigazione di sovrapposizione sviluppato dall’Esa e dalla Commissione europea.

Massimo Crisci (capo del settore radio/navigazione dell’Esa), ha considerato ottima l’applicazione delle tecnologie satellitari al settore ferroviario, precisando che “i satelliti sono scalabili e possono coprire aree regionali difficili da monitorare”. Nell’ambito dell’Ertms (European rail traffic management system), questi progetti sono già stati portati avanti con successo, esempi dei quali sono 3insat, Sbs Rail e Inlu Trp project (in collaborazione con Airbus), tutti integranti tecnologie satellitari per gestire il traffico e le vetture ferroviarie. La collaborazione Esa e Gsa per costruire i mezzi dell’integrazione satellitare è stata un grande incentivo per la Roadmap europea, sviluppata nell’ambito del G7 Trasporti. Si tratta della tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti, relativa, nello specifico, a una politica dei trasporti competitiva e sostenibile, e contenuta nel Libro Bianco europeo per il 2050, al punto da essere definita da Crisci un “game changer”.

Anche Francesco Rispoli (direttore generale Radiolabs Consortium della Ansaldo Sts), si è dimostrato soddisfatto della riuscita dei progetti Ertms, definendo il trasporto ferroviario come “settore che conta molto in ordine di investimenti europei”. Secondo Rispoli, il salto qualitativo necessario è quello legato al passaggio dal Livello 2 al Livello 3 di guida autonoma (parziale autonomia di guida a livello di sistema IP), legando i concetti di connected vehicle con il concetto di autonomous vehicle (come sta accadendo con il progetto Rio Tinto AutoHaul, primo treno senza guidatore del mondo). la collaborazione per il progetto include anche Rfi e Anas, in quello che Rispoli definisce “un network federato”.

Per questo motivo, l’integrazione fra Gnss e il settore ferroviario è una realtà importante, con contributi importanti anche dai settori stradale e dell’aviazione. Come ha detto Gian Gherardo Calini (presidente di Gsa), “la ferrovia è un segmento del mercato molto interessante e ha un alto potenziale di crescita”, aggiungendo che “investiremo molto nel settore ferroviario”. Progetti come Escape, Ersat Nav e Inlane, tutti compresi nella Roadmap, hanno dimostrato di essere ottimi esempi in questo senso, con monitoraggio costante e sviluppo di multi-frequenze, chiarezza e precisione del segnale.

A livello internazionale, il progetto Rhinos (Railway high integrity navigation overlay system) ha ottenuto degli ottimi risultati, soprattutto per l’integrazione fra aviazione e sistema ferroviario. Sam Pullen, professore della Stanford University, ha infatti sottolineato come la necessità principale si quella della “standardizzazione”. Di conseguenza, secondo Pullen, “non cambierebbe il sistema, solo la flessibilità delle connessioni Gnss” per poter portare il network ad essere gestibile globalmente.

In questo senso, Mario Caporale dell’Asi ha chiarito la necessità di una cooperazione multiregionale sul progetto in modo da sviluppare un processo di downstream dei servizi efficiente e “definire l’Europa come maggior fornitore dei servizi downstream”. La collaborazione fra il Mise e l’Asi ha permesso la definizione di una strategia che prevede un investimento di un miliardo di euro per la Space Economy, seguendo la strategia frutto del lavoro della Cabina di Regia, con circa 350 milioni già approvati attraverso il Piano Stralcio. Tra le linee di intervento anche l’integrazione di sistemi di guida autonoma sui mezzi sia autostradali che ferroviari. Per questo, come emerso da workshop, il futuro del piano prevede un controllo integrato delle strutture e dei treni, con veicoli pilotati automaticamente ed in remoto, e allo stesso tempo la creazione di zone a traffico limitato (Ztl) per il controllo degli accessi.

 

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