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Avio, Asi e Leonardo, i protagonisti del secondo giorno di Le Bourget

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
21/06/2017
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È stato lo spazio a farla da padrone nella seconda giornata del salone parigino di Le Bourget per l’Italia. Un contratto per Avio per il primo lancio del Vega C e una nuova collaborazione con la Nasa per l’Agenzia spaziale italiana (Asi). Anche sul fronte Leonardo non sono però mancate novità, con un ordine cinese da oltre 100 milioni di euro e la firma di una partnership nel campo dei velivoli a pilotaggio remoto. Ma andiamo con ordine.

Il contratto di Avio per Vega C
Sarà Airbus Defence and Space il primo cliente commerciale per il futuro vettore Vega C di Avio, versione evoluta del lanciatore leggero Vega che ha già realizzato nove successi su nove lanci. Il razzo è attualmente in fase di sviluppo, con il primo volo previsto a metà del 2019, e monterà il motore P120C, le cui prove funzionali sul primo involucro sono state realizzate negli stabilimenti di Colleferro solo qualche giorno fa. Si tratta del motore a propellente solido, monolitico, in fibra di carbonio più grande al mondo, destinato ad equipaggiare non solo il Vega C ma anche il più grande Ariane 6, il cui volo inaugurale avverrà invece nel 2020. A Le Bourget, Avio ha firmato il contratto per il primo lancio commerciale del Vega C, previsto anch’esso nel 2020, con Airbus Defence and Space, che fu già primo cliente del Vega nel maggio del 2013 con il lancio del satellite vietnamita VnredSat-1. “È un grande riconoscimento per il livello di reputazione e affidabilità di Avio, sia perché Vega C è ancora in fase di sviluppo sia perché ADS è un cliente commerciale”, ha spiegato l’ad Giulio Ranzo (in foto).

E quello per Vega
Nella giornata inaugurale dell’airshow (qui un resoconto), la stessa in cui ha accolto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, l’azienda di Colleferro era stata coinvolta nella firma di un altro contratto per il lanciatore Vega. L’accordo sottoscritto da OHB Italia (per contro dell’Asi), da Arianspace e da Leonardo prevede infatti che nel 2018 sarà il piccolo vettore made in Italy ha portare nello in orbita il satellite Prisma (Precursore Iperspettrale della Missione Applicativa) dell’Asi, dedicato all’osservazione della Terra tramite innovativa strumentazione elettro-ottica. “Vega è stato scelto dall’Asi e si conferma la scelta privilegiata per questo tipo di lanci, grazie alla sua affidabilità e precisione”, ha detto Ranzo. “Avio è orgogliosa – ha aggiunto – di poter fornire la tecnologia abilitante per missioni dedicate all’osservazione del nostro pianeta, finalizzate sia alla protezione ambientale sia alla sicurezza nazionale”. Il presidente dell’Asi Roberto Battiston, presente anche lui alla firma, ha invece ricordato l’impegno politico a sostegno di Vega, soprattutto nel corso dell’ultima ministeriale Esa a Lucerna: “Il nostro Paese si è impegnato, in varie sedi istituzionali nazionali ed europee, a supportare una politica a favore dell’utilizzo dei lanciatori europei ed in particolare del Vega, lanciatore nato in Italia e in seguito fatto proprio dall’Agenzia Spaziale Europea in cui, dal punto di vista industriale, i ruoli chiave sono assunti da società italiane”.

La collaborazione Nasa-Asi
Per l’Asi, il salone di Parigi ha inoltre ospitato la firma di un accordo con la Nasa per la realizzazione del satellite della missione Imaging X-ray Polarimetry Explorer (Ixpe), che verrà lanciato nel 2020 con il compito di effettuare – “per la prima volta e con dettaglio senza precedenti”, spiega l’Agenzia – la misurazione della polarizzazione di sorgenti celesti che emettono raggi X. A siglare l’accordo, oltre a Battiston, l’acting administrator della Nasa Robert M. Lightfoot Jr. “I dati raccolti in due anni di missione permetteranno di indagare più a fondo la natura delle emissioni X da buchi neri in accrescimento, pulsar e stelle di neutroni in sistemi binari”, prosegue l’Asi. “La collaborazione con la Nasa è la dimostrazione che sappiamo lavorare, e sappiamo farlo ad alti livelli”, ha detto Battiston. “La realizzazione di Ixpe – ha aggiunto – è frutto di un grande lavoro di squadra dell’Asi, dei centri di ricerca di Infn, Inaf e dell’intero sistema aerospaziale italiano”. Difatti, il contributo italiano alla missione, selezionata dalla Nasa lo scorso gennaio, è soprattutto legato alla strumentazione scientifica. I tre Gas Pixel Detectors (Gdp), che verranno montati sul satellite, sono stati ideati dall’Istituto nazionale di astrofisica e dall’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Le novità in casa Leonardo
Nella seconda giornata di Le Bourget anche l’ex Finmeccanica è stata protagonista, con una nuova commessa dalla Cina. La società di distribuzione elicotteristica con sede a Shanghai Sino-US Intercontinental ha annunciato infatti un ordine, del valore superiore ai 100 milioni di euro, per 17 elicotteri di cui due AW119Kx, dieci AW109 Trekker e cinque AW139. Le consegne dovrebbero iniziare già quest’anno. Le due società hanno inoltre rinnovato l’accordo di distribuzione che prevede l’acquisto di ulteriori elicotteri nei prossimi tre anni e che rende Sino-US Intercontinental, che fino ad ora ha ordinato quasi 100 elicotteri Leonardo, distributore esclusivo di Leonardo per il mercato civile e offshore cinese (incluse le aree di Hong Kong e Macao). “Entro la metà del 2019 – spiega una nota del Gruppo – l’esclusività dell’accordo verrà estesa a tutte le attività elicotteristiche del mercato cinese”.

Da Le Bourget è arrivato inoltre l’annuncio di una nuova collaborazione con l’operatore aereo Heli Protection Europe (HPE) con lo scopo di offrire a clienti civili, come Polizia e operatori di soccorso, servizi di sorveglianza e ricognizione basati sull’utilizzo di velivoli pilotati da remoto (Apr). Si tratta, per Leonardo, di un “passaggio molto significativo”, poiché avvicina l’impiego di Apr, come il drone Falco, in spazi aerei civili o non segregati. Ciò, spiega l’ex Finmeccanica, “consentirà di aggiungere nuove tipologie di missioni al modello di business aziendale che prevede l’uso di droni come un servizio end-to-end per i clienti”.

Intanto (notizia dell’ultima ora) Leonardo fa sapere di essere stata scelta per sviluppare il sistema di informazione logistica Alis (Ags Logistic Information System) del programma di sorveglianza Alliance Ground Surveillance. della Nato. L’Ags, a cui il Gruppo di piazza Monte Grappa partecipa come partner del team industriale guidato da Northrop Grumman, è stato avviato nel 2012, si avvale dei droni statunitensi RQ-4B Global Hawk e rappresenta il principale asset dell’Alleanza per gestire missioni operative che vanno dall’acquisizione ordinaria e straordinaria di dati di intelligence alle operazioni di sorveglianza e ricognizione, dalla gestione delle emergenze al supporto agli aiuti umanitari. La società italiana, nell’ambito di una gara internazionale, si è aggiudicata la Nato Ground Support Management Agency (Nagsma), cioè il contratto per la realizzazione di una piattaforma integrata di logistica, che la Nato utilizzerà durante l’intero ciclo di vita del sistema, per la gestione dei servizi operativi e di manutenzione a Sigonella principale base operativa del programma, oltre che nei siti dove verranno dispiegate le basi mobili e presso le organizzazioni di supporto logistico dell’Alleanza.

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