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Il progetto OCEANSAT di ALI

Di Redazione
In SPACE ECONOMY
20/06/2017
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Controllare le coste italiana attraverso un sistema centralizzato e una rete di radar che utilizzano comunicazioni satellitare. È questo l’obiettivo di OCEANSAT, il progetto cofinanziato dall’Asi nell’ambito del 3° bando Pmi – Telecomunicazioni e Applicazioni Integrate, e realizzato da due aziende, FoxBit (capofila) ed Euro.Soft, della società consortile ALI, acronimo di Aerospace Laboratory for Innovative components. ALI è una società conosciuta a livello internazionale, fondata nel 2006 nella storica area di Napoli Est, impegnata nello sviluppo, grazie alla partecipazione a bandi di ricerca emessi dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), di prodotti e tecnologie innovativi per applicazioni terrestri supportate da tecnologie spaziali, tra cui appunto OCEANSAT.

Il progetto pilota ha consentito di sviluppare un sistema centralizzato per il controllo e la protezione delle coste italiane attraverso una rete di radar costieri che utilizzano le comunicazioni satellitari. In particolare è stato sviluppato e testato un Centro Servizi Integrato per il monitoraggio costiero ed ambientale con l’utilizzo di un network di “wave radar”, sia fissi sia mobili, collegati tra di loro attraverso una rete satellitare bidirezionale KA con lo scopo di ottenere una serie di informazioni utili sullo stato del mare quali: Moto ondoso; Correnti Superficiali; Evoluzioni delle mappe di batimetria; Presenza di inquinanti sulla superficie del mare; Presenza di piccoli oggetti alla deriva. “Tali applicazioni – ha spiegato Francesco Punzo, responsabile dei programmi di ALI – generano una quantità di dati utilizzabili per un completo controllo degli specchi d’acqua antistanti la costa, ad esempio, per la produzione di previsioni meteo marine o per la sicurezza delle operazioni in mare e nelle aree costiere”.

Qualunque intervento in mare o in ambiente costiero non può prescindere da una concreta e solida conoscenza dei processi fisici di questi ambienti. Risulta, pertanto, evidente l’importanza dei dati che potranno essere raccolti grazie a questo sistema, che, in fase operativa, potrà essere utilizzato da Pubbliche Amministrazioni, Autorità Portuali ed Enti di ricerca. Attraverso le reti TLC satellitari, le stazioni remote di monitoraggio sono in grado di trasferire tutte le informazioni ad un centro di controllo per la successiva analisi e per la gestione di eventuali emergenze. “L’utilizzo della tecnologia radar rappresenta una soluzione particolarmente efficiente – ha aggiunto Renato Aurigemma, coordinatore del progetto – soprattutto considerando che le informazioni contenute in un set di immagini radar non si limitano alla caratterizzazione del moto ondoso ma si estendono anche alla rilevazione di fenomeni fisici la cui analisi porta alla produzione di misure sicuramente non ottenibili attraverso i sensori di un boa ondametrica o mareografica”.

Attualmente un radar per il monitoraggio costiero e ambientale che fa parte della rete di radar del progetto OCEANSAT è stato installato a Città della scienza, sul tetto dell’edificio Corporea ed è parte integrante della mostra “IL MARE” ospitata all’interno del complesso.

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