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La visita di Roberta Pinotti a Le Bourget

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
20/06/2017
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“L’Italia è ottimamente rappresentata sia dalle grandi, sia da moltissime piccole e medie imprese”. Così il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha descritto la presenza italiana al salone aerospaziale di Le Bourget, in scena questa settimana a Parigi, a margine delle visita al padiglione del comparto nazionale. Accompagnata dal capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Enzo Vecciarelli, e dal presidente dell’Aiad Guido Crosetto, il ministro ha visitato i molti stand delle industrie italiane accorse al celebre airshow parigino, incontrando tra l’altro il neoeletto presidente francese Emmanuel Macron e la ceo di Lockheed Martin Marillyn Hewson con cui si è intrattenuta per discutere del programma F-35.

Il supporto alle Pmi del settore
“È importante aiutare le piccole e medie imprese italiane perché diventino più robuste e sappiano affrontare anche il mercato internazionale”, ha detto la Pinotti. La maggior parte di esse, “anche se non tutte, sono riunite in cluster regionali con capacità di innovazione di assoluto interesse”. Per questo, ha aggiunto all’Ansa il ministro, “pensiamo che aiutando le piccole e medie imprese a irrobustirsi e che lavorando insieme anche per aiutarle a presentarsi sui mercati esteri in modo più competitivo, questa loro capacità di lavoro possa tradursi anche in una capacità occupazionale, oltre che in innovazione e produzione. Senza dubbio, nelle piccole e medie imprese italiane c’è stoffa, e molta: mi piace ricordare un’azienda che produceva frigoriferi si è reinventata in campo aeronautico riscuotendo un ottimo successo”, a dimostrazione “della straordinaria capacità dell’Italia di produrre cose di altissime qualità e di essere in grado di rinnovarsi e trasformarsi laddove i mercati dovessero cambiare”.

Lo spazio italiano a Le Bourget
Con 138 imprese, la presenza italiana al salone è di tutto rispetto. Non mancano i big nazionali come Leonardo, Avio ed Elettronica. C’è l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e ci sono numerosi distretti aerospaziali. Presenti le joint venture del gruppo dell’ex Finmeccanica: Telespazio, Thales Alenia Space, Mbda e Atr, e c’è anche Ala, azienda impegnata nella distribuzione e fornitura di logistica avanzata e servizi di supply chain, per la prima volta con un proprio stand dove ha ricevuto il ministro Pinotti. Focus speciale per il settore Spazio. “È un rilevante mercato estero e per questo è importante che l’Italia abbia una capacita’ di penetrazione tecnologica”, ha detto la Pinotti ricevendo dal presidente dell’Asi Roberto Battiston e dall’ad di Thales Alenia Space Donato Amoroso il modellino del primo satellite per l’osservazione della Terra del sistema, tutto made in Italy, Cosmo SkyMed, in occasione dei dieci anni dal suo lancio. Un’altra buona notizia per l’Italia riguarda poi la formalizzazione degli accordi tra Arianespace, OHB Italia e Leonardo per le procedure di lancio del satellite italiano Prisma attraverso il lanciatore Vega entro la prima metà del prossimo anno. “Il nostro Paese – ha commentato Battiston – si è impegnato, in varie sedi istituzionali nazionali ed europee, a supportare una politica a favore dell’utilizzo dei lanciatori europei e in particolare del Vega, lanciatore nato in Italia e in seguito fatto proprio dall’Agenzia Spaziale Europea in cui, dal punto di vista industriale, i ruoli chiave sono assunti da società italiane”.

Il ruolo di Leonardo
Tra le grandi attese del salone c’era inoltre il debutto del nuovo ad di Leonardo Alessandro Profumo, più un battesimo del fuoco considerando l’autorevolezza dell’airshow parigino. L’ex banchiere, chiamato a smentire chi aveva paventato l’ipotesi “spacchettamento” del Gruppo e chi aveva evidenziato la mancanza di esperienza per un settore tanto strategico per il Paese, è sembrato essere a suo agio ricevendo il ministro Pinotti nello stand di Leonardo insieme al presidente Gianni De Gennaro. D’altronde, la prima giornata di Le Bourget ha portato notizie positive per il Gruppo di piazza Monte Grappa. Restando nel settore spazio, e-GEOS (joint venture tra Telespazio e l’Asi) ha siglato un accordo con l’americana della Silicon Valley Orbital Insight per la fornitura di rivoluzionari servizi satellitari connessi ai big data. L’altra joint venture, Thales Alenia Space, ha invece comunicato l’acquisizione di una partecipazione di minoranza delle azioni della francese Airstar Aerospace, impegnata nella costruzione di dirigibili e altre strutture flessibili, al fine di garantire lo sviluppo del progetto Stratobus per la realizzazione di un tipo di dirigibile HAPS (stazione di piattaforma a elevata altitudine) autonomo.

Non solo spazio però. Da Roma è arrivata la notizia della firma di un contratto per nove elicotteri con Lease Corporation International (LCI), la divisione aeronautica di Libra Group. L’ordine a Leonardo, del valore di oltre 120 milioni di dollari, riguarda i modelli dell’intera famiglia di nuova generazione AgustaWestland AW139, AW169 e AW189 con consegne a partire da quest’anno. Valgono invece più di 100 milioni di euro i contratti siglati con Airbus per la fornitura, nei prossimi cinque anni, di un servizio di supporto e manutenzione avionica per le flotte tedesche e spagnole di Eurofighter Typhoon.

L’incontro Pinotti-Hewson
Tra gli appuntamenti al salone, il ministro Pinotti ha incontrato anche la ceo del colosso statunitense Lockheed Martin Marillyn Hewson. Al centro del colloquio, inevitabilmente, il programma del caccia di quinta generazione F-35, ultimamente soggetto a diverse critiche ma velivolo del futuro per la nostra Aeronautica miliare. Già da tempo, il ministero italiano e il costruttore Usa sono al lavoro per garantire maggiori ritorni industriali al Paese, in linea con quelle che erano le attese iniziali. Nonostante i dubbi avanzati sui ritorni del programma, il Joint Strike Fighter non ha perso di certo la propria attrattività. Non a caso, tra i debutti più attesi al salone, c’era proprio l’F-35A, con dimostrazioni in volo già nella giornata di ieri che si ripeteranno fino a domenica.

Intanto, è circolata la notizia secondo cui il costruttore statunitense sarebbe vicino a chiudere una maxi commessa da 37 miliardi di dollari per 440 F-35. L’indiscrezione è arrivata da una fonte citata da Reuters, per cui la trattativa di LM con 11 Paesi sarebbe ormai arrivata alla fase conclusiva. I velivoli JSF, venduti a un prezzo medio di 85 milioni di dollari l’uno, sarebbe diretti ad Australia, Corea del Sud, Danimarca, Giappone, Gran Bretagna, Israele, Italia, Norvegia, Olanda, Turchia e Stati Uniti, i cui rappresentanti si sarebbe incontrati la scorsa settimana a Baltimora, nel Maryland. Infine, sempre per Lockheed Martin, da segnalare la firma avvenuta a Parigi dell’accordo con l’indiana Tata Advanced Systems Limited (TASL) per la produzione del caccia multiruolo F-16, che permetterà all’India di “produrre, operare ed esportare i velivoli del Block 70”.

(Foto: Ministero della Difesa)

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