Trovaci su: Twitter

Perché la legge sulla governance spaziale deve essere approvata

Di Paolo Puri
In SPACE ECONOMY
16/06/2017
0 Commenti

Oggi si può finalmente parlare di una nuova governance per l’aerospazio, grazie agli sforzi compiuti negli ultimi tre anni per avere una guida e una visione politica sulle questioni del settore, trasformati in prassi prima con la creazione della cosiddetta “cabina di regia spazio” e poi in una previsione normativa che si va concretizzando nel disegno di legge che porta la firma del Sen. Tomaselli.

La nuova governance

Si è partiti dalla necessità di avere una guida univoca e stabile su tematiche molto connesse, come ad esempio la ricerca e l’innovazione tecnologica nel settore aerospaziale, la partecipazione ai programmi dell’Agenzia Spaziale Europea, la valorizzazione dei servizi provenienti dai sistemi spaziali e il loro sfruttamento a beneficio degli utenti istituzionali. Siamo partiti dal considerare cosa serve al Paese e cosa può essere attraente per il mercato; mi riferisco, ad esempio, al Programma Copernicus di osservazione della Terra, che nasce nel mondo universitario e della ricerca e oggi, grazie alle applicazioni, produce concreti risultati, ma anche alla costellazione di satelliti di COSMO-SkyMed che offre prodotti di alta qualità d’interesse sia al ministero della Difesa sia al ministero dell’Ambiente, alla Protezione Civile, ma anche ad aziende commerciali specializzate. Era venuto il momento di creare un tavolo interministeriale dove mettere insieme le esigenze delle amministrazioni per confrontarle e per sviluppare una strategia comune.

Lo spazio come risorsa fondamentale

L’assunto di base è che lo spazio è una risorsa strategica. Le applicazioni e le ricadute tecnologiche non solo hanno allargato le frontiere della conoscenza e dell’esplorazione scientifica, ma hanno introdotto grandi cambiamenti nella società. Il settore manifatturiero nazionale, peraltro, ha un affermato ruolo di leader nel mercato europeo e internazionale dell’aerospazio e rappresenta, per definizione, l’alta tecnologia, grazie agli investimenti di aziende leader che operano in Italia. Tali industrie, anche grazie a investimenti nazionali, hanno maturato un prezioso know-how e delle competenze specifiche che andrebbero adeguatamente supportate, anche mediante investimenti e attraverso il coinvolgimento delle istituzioni che fruiscono dei servizi spaziali (Trasporti, Difesa, Ambiente, Telecomunicazioni, Attività Produttive, Sanità, Beni Culturali, Regioni).

Il ruolo della Cabina di regia

Proprio grazie alle finalità che si era data la Cabina, si è creata una nuova sensibilità. Prima lo spazio era solo ricerca; oggi è anche applicazioni e molti sono i dicasteri interessati. Il ministero dei Beni Culturali partecipa regolarmente alla Cabina di regia e, di recente, nell’ambito del programma Copernicus di osservazione della Terra, ha trovato un interesse specifico verso alcune applicazioni tanto che si è fatto promotore di un evento a livello europeo. Questo ha portato, ad esempio, all’attenzione della Commissione Europea il tema dei beni culturali nell’ambito delle attività della Joint Initiative on Cultural Heritage che dà frutti nell’ambito del Programma di Ricerca europeo H2020. Il ministero della Difesa aveva manifestato notevoli difficoltà nel finanziare la seconda generazione di COSMO-SkyMed, un programma di osservazione satellitare terrestre realizzato in Italia per la prevenzione dei disastri ambientali e per la sicurezza. COSMO è un sistema espressamente concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I suoi satelliti sono in grado di scrutare la Terra dallo spazio di giorno e di notte, con ogni condizione meteo. La Cabina, in questo caso, oltre ad aver favorito una soluzione, ha visto lo sforzo congiunto dei dicasteri della Ricerca e della Difesa, oltre che di una compagine di parlamentari, per l’inserimento delle risorse nelle legge di bilancio, e ha dato al problema la giusta collocazione, ove discuterne e condividere una strategia di valorizzazione del sistema.

Il caso Galileo

La caratteristica vincente della Cabina, che si differenzia da un Comitato direttivo, sta proprio nel fatto che essa risveglia le energie produttive. Per Avio abbiamo valorizzato un’eccellenza nazionale, con forza in ogni riunione e in ogni contesto internazionale ove si prendevano decisioni sui vettori e sui lanciatori. Anche nel caso del GSOP, l’Agenzia Europea per i Sistemi Satellitari (GSA) ha bandito una gara europea per la selezione del Service Operator di Galileo. La gara, se l’è aggiudicata Telespazio, che avrà la responsabilità per 10 anni della gestione del sistema europeo Galileo (comprese operazioni e sicurezza) di quella che è la più grande infrastruttura strategica europea. Grazie alla Cabina abbiamo anche dischiuso nuove prospettive come nel caso del progetto, lanciato poco più di un anno fa, di una stretta correlazione tra l’automazione del settore aerospaziale e la capacità di controllarli tramite una vasta rete di mini/micro satelliti.

Il DDL

Preso atto della cross-settorialità/della trasversalità dello spazio, la Cabina ha anticipato, di fatto, l’adozione dello specifico provvedimento normativo che attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri la direzione ed il coordinamento delle politiche dei Ministeri in merito ai programmi spaziali avvalendosi di uno specifico Comitato istituito presso la PCM. Il vero merito del ddl è proprio quello di portare, in capo al Presidente del Consiglio, quella che è una materia strategica come il coordinamento delle politiche spaziali e aerospaziali nazionali. In questo, il modello della Cabina era limitato: essa, infatti, si limitava a proporre le tematiche all’attenzione di una coralità di attori istituzionali. La forza del ddl, viceversa, è quella di aver istituito un vero meccanismo politico di scelta e di alta direzione nel comparto spaziale. Una scelta del genere assicura una continuità e una coerenza nelle scelte politiche che aiuterà sicuramente la crescita della rilevanza settore nazionale, del prestigio del Paese e della sua capacità di esprimersi in ambito anche internazionale. Il mercato nazionale e internazionale delle infrastrutture e delle applicazioni spaziali deve essere la stella polare. E le aziende devono essere incoraggiate a produrre ciò che ha una certezza di mercato interno ed esterno. Ora è necessario non fallire. È importantissimo che vada a buon fine il decisivo passaggio parlamentare per l’approvazione delle legge prima che siano sciolte le Camere. Una mancanza di continuità condurrebbe verso un quadro inadeguato al contesto internazionale, oltre che un’involuzione in tutto il settore.

Lascia un commento

avatar