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La visita di Gentiloni agli stabilimenti di Avio

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
13/06/2017
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“Portare satelliti nello spazio è diventata la grande sfida della nostra contemporaneità”. Parola del premier Paolo Gentiloni oggi in visita a Colleferro presso gli stabilimenti di Avio, l’azienda specializzata in lanciatori spaziali. “Mi avete fatto scoprire un gioiello italiano a due passi da Roma”, ha detto rivolgendosi ai dipendenti: “Avio e Colleferro ci portano nello spazio!”.

Lo spazio per il Paese

“Sono consapevole e affascinato dal fatto che viviamo una nuova fase della corsa allo spazio, in cui l’accessibilità è fondamentale per metterci in condizione di sviluppare tecnologie e servizi fondamentali per la nostra vita”, ha rimarcato il presidente del consiglio. Nella sfida globale dei lanciatori spaziali, “l’Italia c’è grazie ad Avio”, ha aggiunto Gentiloni dichiarando il proprio “orgoglio” per “un grande esempio di collaborazione istituzionale tra Stato e privati, di cui la quotazione in Borsa (ndr, avvenuta lo scorso aprile) è stata manifestazione importante”. Ciò “che fate qui – ha detto Gentiloni – ci dice che l’Italia ce la può fare”. La “valorizzazione di un gioiello italiano è un modo per ricordare a tutti che questo Paese merita crescita e sviluppo”. Avio, è infatti riuscita “a trasformarsi senza inseguire la realtà ma anticipandola e andando più avanti, trasformando vecchi stabilimenti industriali in insediamenti per il futuro”.

La visita

Dopo il saluto al management e ai rappresentanti delle istituzioni spaziali, tra cui il presidente del Ctna Marcello Onofri e il direttore dei lanciatori dell’Esa Daniel Neuenschwander, Gentiloni, accompagnato dall’ad Giulio Ranzo, si è soffermato con i dipendenti dell’azienda, per poi visitare gli stabilimenti, compresi quelli in cui Avio sta lavorando sulla nuova famiglia europea di vettori spaziali: Vega C e Ariane 6. “Abbiamo mostrato al presidente il primo item di produzione del P120C durante la prova idraulica”, ha spiegato Ranzo. Si tratta del nuovo motore per vettori spaziali. il più grande a propellente solido in fibra di carbonio mai realizzato al mondo, destinato ad equipaggiare entrambi i nuovi lanciatori. “Una tecnologia che non ha eguali nel mondo”, ha detto il numero uno di Avio.

Vega, l’eccellenza made in Italy

Intanto, Avio partecipa per circa il 15% al grande Ariane 5 con i motori a propulsione solida e la turbopompa a ossigeno liquido, e, attraverso la propria controllata Elv (in joint venture con l’Asi), realizza il più piccolo Vega. “Ho avuto l’occasione di visitare parti del processo che porterà alla produzione del Vega di nuova generazione”, ha detto Gentiloni. Un’eccellenza tutta italiana che assicura “una straordinaria capacità di lancio di satelliti di piccole e medie dimensioni che, in molti casi, rappresentano il futuro dei lanci nello spazio”. Per questo settore, contraddistinto da una rapida crescita della domanda globale, “Vega è il lanciatore più avanzato del mondo, e scusate se è poco”, ha rimarcato il premier.

La sfida in Europa e le stime del Fmi

Eppure, per la sua rilevanza strategica, il settore spaziale si interseca con i temi di sicurezza e difesa, per cui il dibattito è vivo nel Vecchio continente. Oggi, ha ricordato Gentiloni, “l’impegno comune in progetti industriali per la difesa e la sicurezza è una delle prospettive più necessarie e importanti; e l’Italia intende svilupparla e portarla avanti perché ne va della nostra sicurezza ma anche dei nostri bilanci in un’ottica di ottimizzazione delle risorse”. Integrare per ridurre sprechi e sovrapposizioni dunque, incoraggiati dalle “notizie degli ultimi giorni sulle previsioni di crescita”, ha detto Gentiloni. “Il Fondo monetario internazionale ha corretto le previsioni del 2017 dallo 0,7% di gennaio all’1,3% di giugno; si tratta di una bella crescita”, ha aggiunto il premier.

Le parole di Ranzo

A tali stime, come a tutto il sistema economico nazionale, contribuisce anche il settore spazio. “La tecnologia di accesso allo spazio – ha detto Ranzo – è una capacità strategica per il Paese”, considerando anche le ricadute in termini di “sviluppo industriale e occupazionale”. La sfida, o meglio “la nuova corsa allo spazio” come l’ha definita l’ad, è dunque “rendere lo spazio accessibile a tutti e sostenibile a costi competitivi”. E Avio, ha aggiunto Ranzo, “si trova nel bel mezzo di questa corsa allo spazio”. E la risposta dell’azienda è rappresentata da Ariane 6 e Vega C, “una grande sfida e una grande opportunità per l’Europa”. Una progettualità in cui si inserisce anche la quotazione in Borsa, il lancio più difficile dell’anno rivelatosi difatti un grande successo. Il 10 aprile, giorno del debutto, in apertura, Avio, tra l’altro prima società specializzata in vettori spaziali a quotarsi, ha superato il +10%, per poi chiudere a +6,6%. “Abbiamo ricevuto il pieno supporto di capitali privati – ha detto Ranzo – che daranno nuove opportunità di crescita e occupazione, il tutto in massima trasparenza con il mercato”. Intanto però proseguono i lanci nello spazio, a un ritmo sempre più serrato. Dall’inizio dell’anno sono già state realizzate tre missioni con Ariane 5 e una con Vega, pronto a un nuovo lancio ad agosto.

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