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Avio, ricavi e Ebitda in crescita nel primo trimestre dell’anno

Di Stefano Pioppi
In SPACE ECONOMY
12/05/2017
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Parte forte il 2017 di Avio, l’azienda italiana specializzata in lanciatori spaziali. Il consiglio di amministrazione di ieri ha, infatti, approvato i risultati del primo trimestre dell’anno, registrando ricavi pari a 59,9 milioni di euro, in aumento del 32% rispetto allo stesso periodo del 2016.

“È proseguito il trend di crescita a doppia cifra, in continuità con quanto già realizzato dal Gruppo nel 2016″, ha detto l’ad Giulio Ranzo, nella foto insieme al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani in occasione della visita presso gli stabilimenti di Colleferro. L’incremento del fatturato, ha spiegato la società, è dovuto alle maggiori attività di produzione del programma Vega e all’aumento significativo delle attività di sviluppo del programma Ariane 6, in particolare per lo sviluppo del motore P120C, comune ad Ariane 6 e Vega C, i vettori della futura famiglia di lanciatori europei. L’Ebitda Adjusted, pari a 5,4 milioni di euro, mostra così una crescita del 5% rispetto al primo trimestre 2016, beneficiando della minore incidenza dei costi fissi sui maggiori volumi di attività. Cresce anche L’Ebit Adjusted, del 54%, raggiungendo quota 2,8 milioni di euro grazie al completamento nel 2016 di alcuni ammortamenti relativi ad attività di ricerca svolte in passato. Migliora inoltre la posizione finanziaria netta a -11,5 milioni di Euro (-38% rispetto al primo trimestre 2016).

D’altronde, i segnali erano stati tutti positivi. Il 2016 si era chiuso con l’ottavo lancio del piccolo Vega, gioiello tutto italiano, e con il settimo successo “di fila” dell’Ariane 5, il più grande tra i vettori europei, a cui l’azienda di Colleferro partecipa per circa il 15%, fornendo i motori a propulsione solida e una turbopompa per la propulsione liquida. Il 2017 era iniziato con un altro lancio di Ariane 5, a metà febbraio, e poi a inizio marzo con la nuova missione di Vega tesa a portare in orbita una nuova Sentinella della costellazione europea Copernicus. Solo qualche giorno fa, la nuova missione dell’Ariane 5, per condurre nello spazio il satellite brasiliano Sgdc e il sudcoreano Koreasat-7. Nel frattempo, il 10 aprile, Avio ha effettuato con successo il lancio più difficile, quello in Borsa italiana, direzione segmento Star; un unicum assoluto tra tutte le aziende che realizzano lanciatori spaziali. Nella prima giornata, in apertura la società ha superato il +10%, per poi chiudere a +6,6%. “Un momento significativo di un bel progetto che vede la crescita del nostro Paese nel settore dello Spazio”, aveva detto Mauro Moretti, ad di Leonardo-Finmeccanica che nell’operazione ha incrementato la propria partecipazione in Avio dal 14 al 28%.

“Abbiamo ulteriormente consolidato la nostra leadership nel settore dei lanciatori spaziali con un incremento importante delle attività di sviluppo e produzione di Vega e Ariane che continuano a garantire ai nostri clienti affidabilità, flessibilità e precisione”, ha detto ancora Ranzo. L’azienda di Colleferro è comunque già al lavoro sui razzi del futuro. “Stiamo già lavorando insieme ai nostri partner europei e all’Esa – ha detto ancora Ranzo – a nuove tecnologie e a lanciatori sempre più performanti e competitivi come Vega C e Ariane 6 (che voleranno rispettivamente nel 2019 e nel 2020) che rappresentano la nuova frontiera in termini di performance e competitività e consolideranno le attività industriali dei prossimi anni”.

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