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Macron, il programma difesa del nuovo presidente francese

Di Alma Pantaleo
In In Evidenza
08/05/2017
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Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Repubblica francese. Al ballottaggio di domenica 7 maggio ha sconfitto Marine Le Pen, leader del Front National. Macron ha ricevuto il 66% dei consensi dei francesi. Formiche.net dedica una serie di approfondimenti al programma del nuovo inquilino dell’Eliseo. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il programma di Emmanuel Macron.

«In tema di sicurezza, efficienza deve essere la parola d’ordine», si legge nell’incipit programma. «Dobbiamo disporre di leggi e servizi di intelligence che conducano una lotta efficace contro il terrorismo». Non solo. «Dobbiamo anche essere efficaci contro la criminalità in tutte le sue forme. Il crimine affligge la vita quotidiana di coloro che lo subiscono. Solo un modello di polizia rinnovata, presente sul campo e ovunque sul territorio, ridurrà il crimine e migliorerà i rapporti con i cittadini».

Sul tema della sicurezza, Macron vuole creare 10mila posti di lavoro in più nella polizia, ripristinando la figura del poliziotto di quartiere “police de sécurité quotidienne” che era stata soppressa da Nicolas Sarkozy. Non è invece prevista una riforma del sistema giudiziario, ma la creazione di 15mila posti in più per i detenuti nelle carceri di tutto il Paese. Macron propone inoltre un aumento del budget dedicato alla Difesa pari al 2% del Pil (che è tra l’altro l’obiettivo Nato), e di riformare lo Stato maggiore, rendendolo direttamente dipendente al consiglio di difesa, una sorta di consiglio dei ministri ristretto con la partecipazione del Presidente della Repubblica.

Per far fronte alla minaccia terroristica il leader di En Marche! vuole aumentare i posti disponibili nelle carceri francesi: 15mila in più durante i 5 anni di presidenza, cioè un quarto più degli attuali per poter garantire che almeno l’80% dei detenuti sia in una cella individuale. Inoltre è prevista la creazione di centri penitenziari esclusivi per i foreign fighters. Questa proposta viene fatta, probabilmente, alla luce della capacità dei fondamentalisti di reclutare in carcere, un problema comune nel sistema penitenziario francese che preoccupa abbastanza l’intelligence transalpina.

Riguardo la lotta al terrorismo, Macron ritiene indispensabile potenziare i servizi di intelligence. In particolare propone la creazione di un’unità speciale permanente anti-Isis, comporta da 50-100 agenti, che coinvolga i servizi segreti principali, sotto la supervisione del Presidente della Repubblica. «Creeremo uno staff permanente che pianifichi le operazioni di sicurezza interna e che si combinerà ai servizi e al personale dei Ministeri dell’Interno e della Difesa, e vedrà in alcuni casi la partecipazione dei Ministeri dei Trasporti, Salute e Industria». Macron propone inoltre di attuare un vero e proprio programma della durata di 4-5 anni per la modernizzazione degli strumenti di sicurezza interna e di «amplificare la nostra strategia al di fuori dei confini nazionali, colpendo i terroristi direttamente nelle loro tane per impedirgli di stabilire basi regionali nelle aree di interesse (Africa, Mediterraneo, Medio Oriente)».

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