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Cybernetics

Di Luigi Martino
In Columnist
20/04/2017
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Una cyber-strategy nazionale matura

A breve dovrebbe essere pubblicato il decreto del presidente del Consiglio che andrà ad aggiornare (e forse rivoluzionare) l’architettura istituzionale della cyber-security italiana. In particolare il nuovo Dpcm, segnando un cambio di passo rispetto al passato assetto istituzionale, farà emergere il ruolo cardine dell’intelligence italiana sulle tematiche relative alla sicurezza informatica del nostro Paese. In questo modo anche l’Italia, confrontandosi con gli altri Paesi, potrà dire di aver raggiunto un livello di “maturità istituzionale” adeguato per la cyber-security nazionale. Sarà interessante capire le “armi” messe a disposizione al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) per portare avanti la prerogativa della difesa del sistema-Paese. Infatti, da un comunicato ufficiale apparso sul sito sicurezzanazionale.gov.it si legge che “tra le novità (del Dpcm ndr) il Nucleo sicurezza cibernetica (Nsc) viene ricondotto all’interno del Dis e assicurerà la risposta coordinata agli eventi cibernetici significativi per la sicurezza nazionale in raccordo con tutte le strutture dei ministeri competenti in materia”. Emerge dunque la rilevanza strategica assunta dalla cyber-security nell’agenda dei decisori politici italiani, una priorità che si accosta anche ai crescenti allarmi lanciati dai nostri servizi di intelligence nel documento di sicurezza nazionale allegato all’ultima relazione, documento che evidenzia nitidamente come l’intero sistema-Paese sia minacciato dal crescente rischio degli attacchi protratti dal e nel cyber-spazio. Tuttavia, il “Dpcm Gentiloni” non esaurirà la sua efficacia nell’attribuzione del coordinamento della cyber-security nazionale al Dis, ma si pone un obiettivo ancora più ambizioso rispetto al precedente “Dpcm Monti”: creare un’effettiva pratica di partenariato pubblico-privato, che vada a coinvolgere i soggetti istituzionali, le imprese di settore e l’accademia. Infatti, si legge sempre nella nota citata in precedenza: “Per la realizzazione di tali iniziative è previsto il coinvolgimento del mondo accademico e della ricerca, con la possibilità di avvalersi di risorse di eccellenza, così come una diffusa collaborazione con le imprese di settore”. Si verrà a creare dunque il circolo virtuoso che coinvolgerà le istituzioni nazionali, l’accademia e il mondo privato, con l’obiettivo principale di migliorare la sicurezza nazionale anche dalla minaccia cyber nell’interesse del sistema-Paese.

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