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Casa di Vetro

Di Elena Cesca e Diego Scarabelli
In Columnist
20/04/2017
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DIFESA E SICUREZZA UE

Un Action plan contro il traffico di droga
Sulla base dei dati raccolti grazie alla Eu drugs strategy 2013-2020 e all’Action plan 2013-2016, la Commissione europea ha proposto un nuovo piano d’azione volto a rafforzare la risposta alla minaccia proveniente dall’uso illegittimo e dal traffico di droga nell’area europea attraverso l’identificazione di nuove aree di priorità, quali il monitoraggio delle nuove sostanze psicoattive, l’uso delle nuove tecnologie di comunicazione per la prevenzione della tossicodipendenza e la raccolta di prove sul potenziale legame tra il traffico di droga e il finanziamento di gruppi terroristici, criminalità organizzata, traffico di migranti o traffico di esseri umani. Fino a ora, la strategia antidroga dell’Ue 2013-2020 è stata resa operativa da due piani d’azione consecutivi di quattro anni. Essa si articola attorno a due aree politiche, riduzione della domanda e dell’offerta di droga, e tre temi trasversali: coordinamento; cooperazione internazionale e di ricerca; informazione, monitoraggio e valutazione.

Stretta sulla detenzione armi da fuoco
La normativa europea del 1991 sull’acquisto e sulla circolazione delle armi da fuoco subirà un aggiornamento in base alle nuove disposizioni introdotte da una nuova legge approvata dal Parlamento europeo e al vaglio del Consiglio dei ministri europeo. Gli Stati membri sono chiamati a rafforzare i controlli sulle armi che sparano a salve e quelle disattivate, nonché monitorare la concessione e il rinnovo delle licenze per il porto d’armi. La modifica mira, inoltre, a creare un meccanismo di condivisione delle informazioni e alla creazione di un database comune. Proprio le armi che sparano a salve, che ora possono essere acquistate senza controllo in alcuni Paesi Ue e che possono essere convertite in armi da fuoco, sono state utilizzate dagli autori della strage alla redazione di Charlie Hebdo.

Via libera alla Mpcc
Il Consiglio europeo ha convenuto di istituire, in seno allo Stato maggiore dell’Ue del Servizio europeo per l’azione esterna, a Bruxelles, una Capacità militare di pianificazione e condotta (Mpcc) che sarà incaricata della pianificazione operativa e della condotta delle missioni militari senza compiti esecutivi, agendo parallelamente e in coordinazione con la capacità civile di pianificazione e condotta (Cpcc). La Mpcc opererà sotto il comando del direttore generale dello Stato maggiore dell’Ue, sotto il controllo politico e la direzione s trategica del comitato politico e di sicurezza e sulla base di un mandato consolidato proposto dall’Alto rappresentante per lo Stato maggiore dell’Ue. La Mpcc mirerà a migliorare, attraverso il coordinamento e la cooperazione civile-militare, il sostegno di Bruxelles alle missioni Psdc civili e militari senza compiti esecutivi, comprese le tre missioni di formazione dell’Ue schierate nella Repubblica centrafricana, in Mali e in Somalia. Il Consiglio ha inoltre adottato conclusioni che sottolineano i progressi nel raggiungimento del livello di ambizione dell’Ue derivante dalla sua strategia globale nel settore della sicurezza e della difesa. In tale sede ha approvato il documento concettuale sulle capacità di pianificazione operativa e condotta per le missioni e operazioni Psdc.

Una strategia a lungo termine per la Siria
L’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e la Commissione europea hanno adottato una comunicazione congiunta per proporre una strategia a lungo termine per la Siria, a sostegno degli obiettivi strategici dell’Ue per il Paese: promozione di una transizione solida e inclusiva nonché di un processo di riconciliazione nazionale; rafforzamento dell’opposizione politica, della democrazia, dei diritti umani, dello stato di diritto, delle istituzioni e delle organizzazioni civili; collaborazione con l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria e con i principali attori internazionali e regionali. La strategia aggiorna quella adottata a marzo 2015 nell’ambito della strategia regionale dell’Ue relativa alla Siria e all’Iraq e alla minaccia rappresentata dall’Isis.

DIFESA NATO

Supporto alla Coalizione anti-Isis
Nell’ambito della riunione dei ministri degli esteri della Coalizione globale anti-Isis, la Nato attraverso il segretario generale Jens Stoltenberg ha confermato il suo supporto alla lotta al Daesh. L’Alleanza atlantica si impegna in termini di collaborazione nel campo delle informazioni con i velivoli Awacs (Airborne warning and control system) e la nuova missione di capacity building in Iraq, partita a febbraio e per la quale ha consegnato nel mese di marzo al ministero dell’Interno iracheno nuove attrezzature antiIed (ordigni esplosivi improvvisati). La missione in Iraq si fonda sulla base di una cooperazione iniziata nel luglio 2015 in seguito a una richiesta avanzata dal governo iracheno.

Esercitazioni Eart e Frisian flag
A fine marzo è cominciato il quarto European air-to-air refuelling training (Eart 2017) presso la base aerea di Eindhoven. L’esercitazione, proseguita fino al 7 aprile, vede la partecipazione di Germania, Olanda, Italia e Francia. L’obiettivo di Eart è allenare gli equipaggi alle operazioni di tipo Aar (rifornimento in volo). Dal 27 marzo al 7 aprile si è tenuta anche la Frisian flag, presso la base area olandese di Leeuwarden. A questa esercitazione partecipano, oltre alle sopracitate nazioni, anche velivoli caccia degli Stati Uniti, del Belgio, del Portogallo e un velivolo Awacs della Nato. Lo scopo di Frisian flag è preparare i piloti a qualsiasi conflitto futuro e migliorare la cooperazione tra le Nazioni.

L’esercitazione Noble jump
A partire dal mese di maggio, 4mila truppe provenienti da 9 Paesi della Nato (Regno Unito, Germani, Olanda, Spagna, Polonia, Norvegia, Albania, Bulgaria e Romania) metteranno in atto la prima grande esercitazione nell’ambito del concetto del Very high readiness joint task force (Vjtf) presso l’area di training di Cincu, in Romania. Il Vjtf è stato lanciato in occasione del vertice Nato tenuto in Galles nel 2014 come potenziamento della Nato response force (Nrf), istituita tra il 2002 e il 2003 come forza di elevata prontezza e rapida implementazione che comprende unità speciali aeree, terrestri e marittime.

Incontro Nato-Georgia
I Rappresentanti militari della Nato hanno incontrato il team della Substantial Nato-Georgia package (Sngp) per discutere dei progressi, per visitare il Joint Nato-Georgia training and evaluation centre (Jtec) e per osservare una dimostrazione delle esercitazioni da parte delle truppe georgiane. Tramite l’Sngp la Nato intende rafforzare la Georgia, ritenuta un partner particolarmente importante. L’Sngp copre numerose aree di pianificazione strategica operativa (difesa aerea, sicurezza marittima, operazioni speciali) e attualmente consiste in 15 progetti a cui partecipano 42 esperti internazionali da 26 Nazioni della Nato e dei suoi partner.

Nato Trasnformation seminar a Budapest
Il segretario generale della Nato, i rappresentanti permanenti e militari, i comandanti strategici ed esperti si sono riuniti in Ungheria per discutere delle sfide che la Nato è chiamata ad affrontare nel breve e lungo periodo, nonché della gamma di azioni che possono essere intraprese e degli aggiornamenti strategici di cui necessita per salvaguardare la sicurezza degli alleati. Terrorismo, minaccia cibernetica, postura a est e sud, ma anche energy security sono tra i topic affrontati. Tema ricorrente è stato quello del burden sharing e dell’impegno degli alleati europei a investire almeno il 2% del proprio Pil in spese militari, un punto sul quale è stato dedicato ampio spazio anche nell’ambito dell’incontro tra il presidente americano Donald Trump e la cancelliera tedesca Angela Merkel alla Casa Bianca.

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