Trovaci su: Twitter

A mezzanotte scatta l’ora Space X

Di Valeria Serpentini
In SPACE ECONOMY
30/03/2017
0 Commenti

Space X si prepara al tanto atteso giorno. Oggi partirà il primo volo per lo Spazio effettuato con un lanciatore “riciclato”. Partito per la prima volta l’8 aprile 2016 per una missione diretta alla Stazione Spaziale Internazionale, il primo stadio del Falcon 9 è ora di nuovo pronto sulla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center – vicino Cape Canaveral (Florida) – per portare nello Spazio il satellite di comunicazione SES-10.

Riutilizzare un lanciatore significa abbattere i costi. Gran parte delle componenti più costose di un lancio si trovano infatti nel primo stadio (la parte più in basso di un lanciatore) – motori e serbatoi. Attualmente un lancio con Space X costa circa 62 milioni di dollari. Non sono noti i costi dell’attuale rinnovo del Falcon, ma secondo alcune dichiarazioni rilasciate a marzo 2016 dal presidente della compagnia, Gwynne Shotwell, il rinnovo di un lanciatore costerebbe circa 3 milioni di dollari, a cui si aggiunge un milione per il rifornimento di carburante. Il costo del lancio scenderebbe a 40 milioni, con un risparmio di circa il 30%. Secondo le previsioni di Elon Musk, alcune componenti potranno essere riutilizzate fino a 100 volte – per gli scudi termici e gli elementi che subiscono i maggiori danni nella fase di rientro, la riusabilità scenderebbe a 10-15 lanci.

Quello dei reusable rocket è un mercato promettente. Space X ci crede dal 2011, quando annunciò il lancio del programma per il riuso dei sistemi di lancio spaziali. Da quel momento in poi la strada è stata tortuosa e ricca di sfide: tanti test, alcune sconfitte (tre, tra gennaio e giugno 2016, senza considerare l’incidente di settembre 2016), ma anche numerosi successi. Otto in totale.

Il primo recupero del primo stadio di un Falcon 9 è avvenuto il 21 dicembre del 2015. A seguire, 8 aprile 2016 (trasporto del modulo gonfiabile BEAM alla ISS), 6 maggio (lancio del satellite di comunicazione JCSAT-14), 27 maggio (lancio del satellite Thaicom di Orbital ATK), 18 luglio (invio dell’adattatore IDA-2 alla ISS) , 14 agosto (lancio del satellite di comunicazione JCSAT-16), 14 gennaio (primo lancio di 10 satelliti per Iridium NEXT), 19 febbraio (rifornimento ISS con capsula Dragon).

SES rappresenta un fedele cliente di Space X. Fu infatti la compagnia lussemburghese a effettuare nel 2013 il primo lancio commerciale di Elon Musk (ceo di Space X). Questa volta hanno deciso di crederci ancora e di scrivere di nuovo la storia attestandosi come la prima azienda ad affidare la messa in orbita di un satellite a un lanciatore con primo stadio riutilizzato.

In Europa l’ESA ha dimostrato il suo interesse verso il mercato dei lanciatori riutilizzabili alla ministeriale di Lucerna, appoggiando il programma Prometheus della Ariane Safran Launchers, che sta stanziando 85 milioni di euro in R&S per un primo test previsto nel 2020. Per fare passi avanti in questo settore anche in Europa sarà molto importante la collaborazione di altre industrie europee. Il mercato europeo sembra non offrire abbastanza lanci per fare della riutilizzabilità dei lanciatori un mercato allettante. Tuttavia, in previsione di una sempre maggiore importanza dello Spazio per la vita dell’uomo, è importante non restare indietro e dedicare risorse alla ricerca di settore.

Intanto, oggi a mezzanotte occhi puntati sulla diretta del lancio di Space X.

Lascia un commento

avatar