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Con la direttiva Nis verso la difesa europea. Parla Ramponi

Di Cyber Affairs
In In Evidenza
27/03/2017
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“Il legittimo, necessario, direi dovuto anelito verso la ricerca, individuazione e realizzazione di una struttura di difesa unitaria in ambito europeo, è oggi molto più facilmente e opportunamente realizzabile dando vita a una organizzazione di difesa e contrasto unitaria, nei confronti della minaccia cibernetica, la quale, tra l’altro, costituisce oggi e in prospettiva, minaccia ben più pericolosa per la società europea e per il sistema Europa, nel suo complesso”. A dirlo è il generale Luigi Ramponi, già direttore del Sismi, oggi presidente del Centro studi difesa e sicurezza (Cestudis).

“Tale minaccia”, rileva Ramponi, “esiste già da parecchi anni e viene sviluppata dalla criminalità, dallo spionaggio economico, industriale, diplomatico, politico o bellico, dal terrorismo, sino a delineare la possibilità di una autentica cyberwar. Essa investe tutto il sistema Italia ed Europa e può colpire capillarmente tutti i livelli della società, sino al singolo individuo”. “Qualche tempo fa, nel giugno 2016”, prosegue il generale, “la Commissione europea ha emanato la Direttiva Nis, che delinea la struttura e i compiti che l’organizzazione difensiva di ciascuno Stato partner deve realizzare in maniera unitaria e in stretto collegamento con il centro europeo, per la difesa e protezione dalle minacce cibernetiche. Una volta realizzato, il sistema – la Direttiva ne prevede il completamento entro il giugno 2018 -, l’Ue disporrà di una difesa unitaria, integrata per la difesa ed il contrasto nei confronti della minaccia cibernetica, cioè di quella minaccia più pericolosa e di gran lunga più importante, tuttora massicciamente operante nei confronti dei sistema Italia”.

È, secondo Ramponi, “facilmente intuibile come, la messa a punto di una tale organizzazione difensiva unitaria da parte Europea, costituisca un fatto di grande rilevanza politica, dal momento che, per la prima volta, l’Unione metterebbe a punto una organizzazione difensiva completamente integrata sotto la sua egida. Con il Cestudis ho fatto un calcolo, di accettabile approssimazione, dal quale è risultato che il costo della messa in opera e successivo funzionamento del sistema, non supera, per pubblica amministrazione, il valore di un miliardo di euro, pari a un quattordicesimo delle spese per la funzione difesa, tuttora in bilancio, per il mantenimento dello strumento convenzionale. La completa operatività del sistema, comporterà l’impiego di parecchie migliaia di esperti informatici, aprendo, in tal modo, le porta di lavoro a neo laureati informatici, con ottime prospettive per il futuro, futuro nel quale si andrà sempre più sviluppando il progresso e la diffusione del dominio cibernetico. Per il Governo italiano, cosi come per il governo di tutti gli altri partner, si tratta ora di realizzare quanto previsto dalla direttiva Nis, dando vita, in tal modo, ad un effettivo sistema di difesa unitario, nei confronti della minaccia più pericolosa, senza aspettare di realizzare la stessa unitarietà – ipotesi assai remota -, nei confronti peraltro di una minaccia, quella convenzionale, nel frattempo, assai attenuata”.

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