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Food for flight

Di Gregory Alegi
In Columnist
26/06/2014
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Alitalia e gli snack di via Veneto

Roma, primavera 1947. La guerra è finita da due anni. Cosa ancor più importante, il 10 febbraio l’Italia ha firmato il Trattato di pace. Le condizioni penalizzano gravemente l’Aeronautica militare, ma consentono la ripresa dei voli di linea. Questi sono inaugurati il 14 aprile 1947 dalla Lai, seguita il 15 dall’Aerea Teseo e dall’Airone con il Fiat G.12L, il 16 dalle Avio linee italiane, quindi dalla Transadriatica (DC-3) e il 5 maggio dall’Alitalia (G.12L). I biglietti andavano dalle 2.500 lire della Roma-Cagliari (Lai) alle 6.200 della Roma- Reggio Calabria (Teseo) fino alle 8mila della Roma-Milano (Avio linee). Come sui treni, le tariffe erano parametrate alla distanza (20 lire/km), con 15 kg di franchigia bagaglio e sconto del 10% per l’andata-ritorno. Ai prezzi, tutt’altro che low cost, non corrispondevano livelli di servizio altrettanto alti. Il materiale di volo era quello che era: bimotori Douglas Dc-3 ricavati dai C-47 residuati bellici, trimotori Fiat G.12 di formula arcaica seppure di nuova costruzione, quadrimotori Siai Marchetti Sm.95 in legno, tubi e tela. Tutti comunque privi di pressurizzazione, galley e ogni altra installazione per un eventuale catering. Toccava così al personale navigante commerciale (gli assistenti di volo, in gran parte uomini) trovare il modo di mettere a proprio agio la clientela. Sui primissimi voli Alitalia del maggio 1947 lo steward Enrico Rocchetti acquistava panini, cornetti, affettati e bevande al bar dell’aeroporto di Roma-Urbe, allora la base d’armamento della compagnia, per rivenderli ai passeggeri. Il servizio fu presto istituzionalizzato, variando il menù ma sempre passando per un bar raggiungibile rapidamente durante la sosta in aeroporto. La stessa qualità del servizio variava a seconda della percezione dell’importanza della rotta: alla Roma- Torino, sulla quale viaggiava l’alta società torinese ed era perciò nota come “il salotto di Torino”, spettavano “ottimi aperitivi e buoni panini”. A Roma – ricordava nel 1967 il libro Vent’anni Alitalia – “lo steward passava da un noto caffè-ristorante di via Veneto a prendere i pasti per i passeggeri, che non sempre potevano essere riscaldati”. Ma fino al 1950, quando giunsero i primi Douglas Dc-4 attrezzati per i pasti caldi, la realtà restò quella: “Ci si arrangiava”.

TRAMEZZINI AL SALMONE INGREDIENTI PER 4 TRAMEZZINI
1 uovo sodo
50 gr di insalata Iceberg o lattuga
100 gr di salmone affumicato a fette
2 pomodori con pochi semi o privati di semi
pane da tramezzino a fette grandi (o pancarrè)
Maionese q.b.

PREPARAZIONE
Impilare le fette di pane e rimuovere la crosta. Spalmare la maionese sulle fette di pane. Adagiarvi sopra il salmone. Coprire con foglie d’insalata e sistemarvi sopra sottili fette di pomodoro, sgocciolate. Sul pomodoro collocare una fettina di uovo sodo. Se desiderato, salare a proprio gusto. Coprire con un’altra fetta di pane spalmato di maionese. Avvolgere il tutto con pellicola da cucina e mettere in frigo per almeno mezz’ora. Tagliare il pane in triangoli. Servire con vino bianco leggero

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