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Strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
21/03/2017
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Protezionismo a stelle e strisce

Lo scorso 2 marzo è stata resa nota la nuova partnership tra Leonardo e Boeing per il programma dell’Usaf volto alla sostituzione degli ormai vetusti elicotteri Bell UH1N Huey che assicurano primariamente la fondamentale missione della protezione delle basi di lancio dei missili balistici intercontinentali Minuteman III, in Wyoming, Montana e North Dakota. L’Air Force ha stimato un’esigenza per 84 elicotteri multiruolo, in grado di essere armati, blindati e di trasportare una squadra di sicurezza di 9 uomini, oltre ai due mitraglieri e ai piloti. Il tender, del valore ben superiore al miliardo di dollari, ha suscitato l’interesse di diverse realtà industriali tra cui Bell e Airbus, ma il vero favorito pare essere, come sempre, il campione di casa ovvero il già Sikorsky ora Lockheed Martin Black Hawk nella apposita versione HH60U.

Tuttavia, la partnership tra Boeing e Leonardo, che propongono una versione “made in Usa” e militarizzata dell’elicottero multiruolo AW139 (ribattezzata Boeing MH139), ha buone possibilità per essere un competitor quantomeno ostico. Infatti, il mix tra il velivolo italiano (ampiamente diffuso, già in produzione negli Usa, privo di rischio tecnologico) e il peso politico di Boeing (azienda che pare particolarmente in sintonia con l’amministrazione Trump), sembra essere idoneo ad aprire una gara vera, basata sulle qualità intrinseche dei modelli in gioco per la specifica missione. Nonostante i poco incoraggianti precedenti in terra americana per l’industria nazionale, per avere qualche reale possibilità di successo sarà fondamentale abbandonare certi vittimismi italici (peraltro anche parzialmente giustificati, visti i precedenti casi dell’AW101 presidenziale e del C27J per l’Usaf) e puntare tutto sull’americanizzazione dell’AW139. Infatti, la retorica dell’amministrazione Trump sull’importanza del lavoro americano e del rendere gli Stati Uniti “great again” mal si conciliano con l’apertura del già estremamente protezionista mercato della difesa statunitense ai competitor europei. Ecco, quindi, che nell’attuale quadriennio di presidenza repubblicana sarà bene considerare adeguatamente la sensibilità neo-protezionista della Casa Bianca e ricercare costantemente partner locali forti prima di partecipare a gare dall’esito altrimenti scontato.

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