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Un libro per capire cosa è successo a bordo del volo Germanwings 9525

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
11/03/2017
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Il disastro del volo Germanwings del 24 marzo 2015 ha sconvolto il mondo intero. Un pilota di linea, Andreas Lubitz, ha deciso di suicidarsi, schiantandosi a terra con un aereo pieno di passeggeri. All’evento, che ha cambiato da un lato la percezione nei confronti di un’intera categoria, quella dei piloti, e dall’altro nel sistema del trasporto aereo, hanno dedicato un libro, “Dopo Germanwings – la vita del pilota di linea”, quattro piloti. Pubblicato a due anni esatti dalla tragedia, il testo analizza l’incidente, specie sotto l’aspetto emotivo, ponendo riflessioni sulle condizioni di vita e di lavoro dei piloti, nell’ottica di trovare soluzioni per riconoscere e mitigare fenomeni di malessere tra il personale navigante che possono portare anche a tragedie di simile portata.

Il libro nasce dalle considerazioni di un gruppo di esperti d’aviazione: Antonio Chialastri, comandante di A320 con 14.000 ore di volo alle spalle e docente di human factor e sicurezza; Francesca Bartoccini, pilota di linea e istruttore di volo, nonché specializzata in  psicologia dell’emergenza e dell’aviazione; Micaela Scialanga, comandante di A320 e psicologa e Aldo Cagnoli, pilota di B777, giornalista ed esperto di dirottamenti aerei.  L’analisi parte dal cosiddetto unlawful interference il “suicidio del pilota”, figura che rappresenta per i passeggeri sia una risorsa, che – senza voler drammatizzare i fatti – una minaccia.

L’opera, divisa in tre parti, approfondisce la conoscenza delle condizioni lavorative in cui si trovano oggi i piloti, assistenti di volo e in generale il personale operativo di prima linea. Dapprima viene preso in esame il suicidio (che nel caso di Germanwings contiene anche la volontà di distruzione di altre persone), dopodiché si passa alle condizioni esistenziali implicate dallo svolgimento del lavoro di pilota per poi passare alla trattazione della resilienza psicologica degli individui di fronte ai traumi. Da sottolineare che secondo gli autori le raccomandazioni emanate dalle autorità aeronautiche europee a seguito dell’incidente, per scongiurare il ripetersi di questi tragici eventi non sono sufficienti.

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