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Cyber, il piano di Minniti e Gentiloni dopo il caso Occhionero

Di Stefano Vespa
In In Evidenza
02/02/2017
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Arriva la conferma che a breve il governo modificherà la normativa in vigore sulla cyber security con un’accelerazione dovuta all’arresto nelle scorse settimane dei fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, accusati di aver tentato di accedere a circa 18 mila account di posta elettronica, tra cui quelli di ex presidenti del Consiglio come Matteo Renzi e Mario Monti. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’informativa alla Camera il 1° febbraio ha spiegato che in questi giorni le novità da apportare al decreto Monti del gennaio 2013 sono oggetto di valutazioni tecniche da parte delle varie amministrazioni interessate. In estrema sintesi Minniti ha detto che “gli interventi previsti sono imperniati, da un lato, sull’affermazione del ruolo strategico del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica nelle crisi di sicurezza nazionale e, dall’altro, sulla semplificazione e razionalizzazione della catena di comando per la risposta alle minacce cibernetiche”.

Il governo sta dunque completando l’iter del Progetto nazionale di cyber security di cui si discute da mesi e il ministro ha parlato di “alcune necessarie modifiche” al decreto Monti, lasciando intendere che non dovrebbe trattarsi di un testo ex novo. Considerando il sempre maggior numero di minacce, Minniti ha aggiunto che “il Dis, su mandato del Cisr, ha condotto un’attenta riflessione sui possibili affinamenti da apportare all’attuale modello di sicurezza cibernetica, prendendo in considerazione il profilo della strutturazione e dell’architettura istituzionale, quello delle procedure di coordinamento tra i diversi soggetti che la compongono, soprattutto in situazioni di emergenza quello della disponibilità e affidabilità delle tecnologie da utilizzare per le infrastrutture di interesse strategico”. Altri punti qualificanti del Progetto nazionale sono “l’introduzione di meccanismi di certificazione della sicurezza e dallo sviluppo di tecnologie nazionali, in modo da accrescere l’affidabilità delle reti e dei sistemi utilizzati per funzioni di interesse strategico” e “il pieno coinvolgimento degli operatori privati titolari di infrastrutture critiche”. Proprio il ruolo dei privati non sarebbe stato all’altezza finora, almeno secondo il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, che in un’intervista a Formiche.net lo giudicò come uno dei motivi per cui la normativa andava rivista.

Secondo Minniti, “questi interventi determineranno un salto di qualità nella capacità di risposta del sistema Italia, sia sotto l’aspetto della prevenzione che sotto quello della gestione degli eventuali attacchi informatici”. Riguardo alla rimozione di Roberto Di Legami dal vertice della Polizia postale, il ministro dell’Interno ha confermato che è dipesa dalla mancanza di comunicazione ai vertici su un’inchiesta di quella gravità, tanto che il Dis ne è venuto a conoscenza solo il 9 gennaio, cioè il giorno prima dell’arresto degli Occhionero, quando gli stessi avevano subito una perquisizione il 5 ottobre.

www.formiche.net

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